19/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



un rapporto Usa svela delle verità nascoste sull'incidente del Golfo del Tonchino, che nell'agosto 1964 portò a un conflitto-simbolo
scritto per noi da
Andrea Rosa 
 
Proprio a ridosso dello scontro nello stretto di Hormuz tra forze navali americane e iraniane, vengono resi pubblici nuovi documenti segreti su un avvenimento simile che legittimò l’intervento militare americano in nord Vietnam sotto la presidenza di Lyndon Johnson: l’incidente nel golfo del Tonchino che diede il via libera all’escalation del conflitto.

zippo VietL’incidente del Golfo del Tonchino Sarebbe avvenuto a inizio agosto 1964. Il 2 piccole imbarcazioni di pattugliamento nordvietnamite avrebbero attaccato il cacciatorpediniere statunitense Uss Maddox al largo delle coste nordorientali del Vietnam. A seguito dell’avvenimento Johnson ammonì le autorità di Hanoi: il ripetersi di un atto simile avrebbe portato a “gravi conseguenze”. Il 4 agosto la Casa Bianca dichiarò che un nuovo attacco era avvenuto la notte precedente. In virtù di ciò il presidente e il Consiglio per la Sicurezza Nazionale concordarono una risposta che doveva comprendere, tra le altre azioni, bombardamenti aerei e invio di nuove truppe. Per ottenere un più vasto consenso a queste e future attività militari si ritenne opportuno ottenere l’avallo del Congresso: il 7 agosto venne approvata la cosiddetta risoluzione del Tonchino che fornì la basi legali per l’attacco statunitense al Nord Vietnam. L’autore del dossier evidenzia come “informazioni importanti furono manomesse, malinterpretate, perdute o ignorate”.

incrusioni dei G.I.JoeQuesta versione della storia Oggi si rivela in parte falsa. E’ quanto emerge dal rapporto “Spartans in darkness” scritto nel 2002 da Robert Hanyok, storico della Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana (National Security Agency, Nsa). Reso parzialmente pubblico nel 2005, aveva già allora suscitato dubbi sull’incidente del Tonchino. Oggi, in seguito ad una richiesta della Federation of American Scientists (Fas), un’organizzazione che si occupa di sicurezza e studi strategici, anche il resto del corposo resoconto (500 pagine) è stato sciolto dai vincoli di segretezza sulla base del “Freedom of Information Act”. In esso si affronta la storia del conflitto Usa-Vietnam analizzando le fonti di intelligence e i messaggi criptati degli agenti americani.
 
esercitazione vietcong a Bach DangL’amministrazione Johnson Presentò all’opinione pubblica quella che appariva una prova inconfutabile: un rapporto della marina militare nordvietnamita intercettato dagli agenti della Nsa subito dopo il supposto secondo incidente. Tuttavia, secondo quanto appena reso noto, la traduzione di quel documento era sbagliata e la versione originale si riferiva invece a due navi vietnamite in riparazione a poca distanza dal Maddox. Inoltre il dossier faceva presente come non vi fosse nessuna traccia sui radar americani né alcuna trasmissione audio relativa ad un supposto attacco. Hanyok conclude dunque che, in assenza di prove, il secondo scontro va considerato come “mai accaduto”.
In una comunicazione delle forze navali Usa all'allora Segretario alla difesa Robert McNamara si legge che riesaminando l’azione “molti contatti appaiono dubbiosi” e che “un piccolo dubbio” vi fosse su cosa fosse esattamente successo. Tali “piccoli” dubbi, forse, furono il frutto di manchevolezze da parte dei servizi, quali una scarsa preparazione linguistica degli agenti americani. Ma quello che resta oggi è il fatto compiuto.

Strumentale Al segretario alla difesa McNamara, che aveva dichiarato l'inconfutibilità delle prove, e al presidente Johnson per un attacco che apparisse legittimo anche agli occhi dell'opinione pubblica mondiale, l'incidente del Tonchino è sempre stato considerato il casus belli di un conflitto che ha lasciato tre milioni di vietnamiti e più di 58mila soldati americani morti, sul campo fino al 1973, anno in cui con gli accordi di Ginevra gli americani terminarono ufficialmente il loro coinvolgimento militare in Vietnam. Il dossier “Spartans in darkness” è consultabile online all'indirizzo: http://www.fas.org/irp/nsa/spartans/index.html