stampa
invia
Scontri. Almeno tre vittime a Nairobi, un'altra a Kisumu: un bilancio destinato a crescere
durante la giornata, anche perché i manifestanti sono determinati a mettere l'amministrazione
Kibaki con le spalle al muro. Intanto, a margine degli scontri con la polizia,
continua la guerra nascosta tra le bande di etnia Kikuyu e Luo, sostenitrici rispettivamente
di Kibaki e Odinga. “Ieri gruppi di Luo hanno attaccato alcuni negozi appartenenti
a Kikuyu, e i Kikuyu hanno risposto distruggendo gli esercizi dei Luo”, continua
S.K. Se nell'ultima settimana la calma che era tornata nel Paese faceva ben sperare,
gli incidenti degli ultimi giorni hanno risvegliato gli animi.
Elezioni. Finora la mediazione internazionale non ha portato i risultati sperati. Il governo
ha chiaramente fatto capire di non gradire l'arrivo del ghanese. Oggi, Odinga
si è detto pronto a partecipare a un governo di transizione, della durata di tre
mesi, che organizzi nuove consultazioni, vista la scarsa credibilità delle precedenti.
Ieri, Michael Ranneberger, ambasciatore Usa a Nairobi, ha ammesso che, alla luce
dei dati emersi dallo scrutinio delle presidenziali, è impossibile stabilire chi
abbia vinto. I brogli avvenuti durante lo spoglio potrebbero infatti aver condizionato
l'esito finale delle consultazioni, in cui il vincitore avrebbe vinto con un margine
minore a 100.000 voti su 10 milioni. Secondo i risultati ufficiali, il presidente
Mwai Kibaki avrebbe battuto Odinga per 230.000 preferenze. Kibaki però tiene duro,
e continua a ritenere valide le elezioni di dicembre.Matteo Fagotto