17/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Scontri in tutto il Paese, l'Ue potrebbe congelare i fondi
Scontri in tutto il Paese, morti e feriti. E' cominciata così la seconda giornata di manifestazioni, indette dall'Orange Democratic Movement di Raila Odinga per protestare contro il presidente Mwai Kibaki, accusato di aver frodato le elezioni di fine dicembre. “La polizia sta impedendo ai manifestanti di arrivare al centro di Nairobi, ci sono scontri un po' dappertutto”, riferisce a PeaceReporter S.K., un abitante dello slum di Mathare. Disordini si registrano anche a Mombasa, Kisumu, Eldoret, con almeno sette morti. E a livello diplomatico, tutto tace.

Un manifestante a KiberaScontri. Almeno tre vittime a Nairobi, un'altra a Kisumu: un bilancio destinato a crescere durante la giornata, anche perché i manifestanti sono determinati a mettere l'amministrazione Kibaki con le spalle al muro. Intanto, a margine degli scontri con la polizia, continua la guerra nascosta tra le bande di etnia Kikuyu e Luo, sostenitrici rispettivamente di Kibaki e Odinga. “Ieri gruppi di Luo hanno attaccato alcuni negozi appartenenti a Kikuyu, e i Kikuyu hanno risposto distruggendo gli esercizi dei Luo”, continua S.K. Se nell'ultima settimana la calma che era tornata nel Paese faceva ben sperare, gli incidenti degli ultimi giorni hanno risvegliato gli animi.

Manifestanti a NairobiElezioni. Finora la mediazione internazionale non ha portato i risultati sperati. Il governo ha chiaramente fatto capire di non gradire l'arrivo del ghanese. Oggi, Odinga si è detto pronto a partecipare a un governo di transizione, della durata di tre mesi, che organizzi nuove consultazioni, vista la scarsa credibilità delle precedenti. Ieri, Michael Ranneberger, ambasciatore Usa a Nairobi, ha ammesso che, alla luce dei dati emersi dallo scrutinio delle presidenziali, è impossibile stabilire chi abbia vinto. I brogli avvenuti durante lo spoglio potrebbero infatti aver condizionato l'esito finale delle consultazioni, in cui il vincitore avrebbe vinto con un margine minore a 100.000 voti su 10 milioni. Secondo i risultati ufficiali, il presidente Mwai Kibaki avrebbe battuto Odinga per 230.000 preferenze. Kibaki però tiene duro, e continua a ritenere valide le elezioni di dicembre.

Economia. Se l'emergenza dovesse continuare, il Paese rischia la paralisi. L'Onu ha già lanciato un appello per raccogliere 34 milioni di dollari in aiuti umanitari da spedire in Kenya. Gli incidenti hanno in parte bloccato le attività economiche, con il porto di Mombasa che non riesce più a ricevere tutti i beni richiesti dal resto del Kenya e dai Paesi limitrofi, in particolar modo l'Uganda. In più, Odinga ha chiesto alla comunità internazionale di imporre sanzioni contro l'amministrazione Kibaki, per costringerlo ad accettare nuove elezioni, mentre il Parlamento dell'Unione Europea ha chiesto di congelare gli aiuti a Nairobi. 

Matteo Fagotto

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