17/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un forte dell'esercito pakistano in Waziristan, la regione pachistana al confine con l'Afghanistan, è stato espugnato con un attacco in massa da parte delle milizia filo talebane che operano nella regione.
 
Non era mai successo. Nell'area di Sararogha, dove predomina la milizia che fa capo a Baitullah Mehsud, colui che Islamabad ritiene nella versione ufficiale il mandante dell'assassinio di Benazir Bhutto, si combatte da mesi, ma un'operazione in grande stile come quella di oggi non si era mai vista.
Almeno duecento miliziani, ma secondo altre fonti si trattava di un contingente di un migliaio di uomini, ha dato l'assalto all'installazione militare pakistana, servendosi di razzi e di armi automatiche. Secondo una prima ricostruzione sono almeno otto i soldati morti, mentre quindici sono riusciti a fuggire. Sono invece venticinque i militari pakistani dati per dispersi.
Il conflitto nella zona dove, secondo fonti d'intelligence pachistane e statunitensi si nasconderebbe lo stesso Osama bin Laden, è molto duro: solo nel  2007 i morti sono stati almeno 3.265, molti dei quali civili, in quanto l'esercito pakistano ha fatto spesso uso dell'aviazione. Dall'inizio dell'anno i morti nell'area sono già almeno 200.
Poche ore dopo, Athar Abbas, portavoce dell'esercito pakistano, ha reso noto che la base militare di Sararogha non è più sotto il controllo dei miliziani.
L'esercito pakistano ha reso noto che 40 militanti sono morti, mentre fra i paramilitari le vittime sono state 7 e 15 i dispersi. Sul bilancio dell'attacco, rivendicato dal gruppo talebano guidato da Beitullah Mehsud, ci sono ancora informazioni discordanti. I miliziani avrebbero anche preso armi e munizioni prima di demolire il forte. Mehsud è accusato dalle autorità di Islamabad di coinvolgimento nell'attentato in cui è stata uccisa il 27 dicembre a Rawalpindi l'ex premier e leader dell'opposizione a Benazir Bhutto. 
Parole chiave: Mehsud, Waziristan, Osama bin Laden
Categoria: Guerra
Luogo: Pakistan