Un forte dell'esercito pakistano in Waziristan, la regione pachistana al confine
con l'Afghanistan, è stato espugnato con un attacco in massa da parte delle milizia
filo talebane che operano nella regione.

Non era mai successo. Nell'area di Sararogha, dove predomina
la milizia che fa capo a Baitullah Mehsud, colui che Islamabad ritiene nella versione
ufficiale il mandante dell'assassinio di Benazir Bhutto, si combatte da mesi,
ma un'operazione in grande stile come quella di oggi non si era mai vista.
Almeno duecento miliziani, ma secondo altre fonti si trattava di un contingente
di un migliaio di uomini, ha dato l'assalto all'installazione militare pakistana,
servendosi di razzi e di armi automatiche. Secondo una prima ricostruzione sono
almeno otto i soldati morti, mentre quindici sono riusciti a fuggire. Sono invece
venticinque i militari pakistani dati per dispersi.
Il conflitto nella zona dove, secondo fonti d'intelligence pachistane e statunitensi
si nasconderebbe lo stesso Osama bin Laden, è molto duro: solo nel 2007 i morti sono stati almeno 3.265, molti dei quali civili, in quanto l'esercito
pakistano ha fatto spesso uso dell'aviazione. Dall'inizio dell'anno i morti nell'area
sono già almeno 200.
Poche ore dopo, Athar Abbas, portavoce dell'esercito pakistano, ha reso noto
che
la base militare di Sararogha non è più sotto il controllo dei miliziani.
L'esercito pakistano ha reso noto che 40 militanti
sono morti, mentre fra i paramilitari le vittime sono state 7 e 15 i
dispersi. Sul bilancio dell'attacco, rivendicato dal gruppo talebano guidato
da Beitullah Mehsud, ci sono ancora informazioni discordanti.
I miliziani
avrebbero anche preso armi e munizioni prima di demolire il forte. Mehsud è
accusato dalle autorità di Islamabad di coinvolgimento nell'attentato in cui
è stata uccisa il 27 dicembre a Rawalpindi l'ex premier e leader
dell'opposizione a Benazir Bhutto.