16/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Silvana Pisa, membro della Commissione Difesa del Senato
Silvana Pisa, senatrice della Commissione Difesa in Senato, non è sorpresa alla notizia dell'impiego di forze speciali italiane nella missione Isaf in Afghanistan.
 
Senatrice, non è stata una sorpresa sapere che i nostri uomini dei corpi scelti sono impegnati in azioni offensive?
Il 15 maggio 2006, durante un'audizione di Parisi a commissioni riunite (Difesa e Affari Esteri), io chiesi al ministro perchè delle forze speciali non ne parlasse nessuno, quando circa duecento militari di Consubin, Folgore eccetera erano e sono impegnati in tali operazioni. Gli chiesi cosa facessero questi reparti allora. Se dipendevano dal Comando italiano. Come erano impiegati. In quale missione erano inseriti.
 
Cosa le rispose?
Non rispose.
 
Cosa si profila in occasione del voto per il rifinanziamento della missione?
Sarà un dibattito acceso, certo. Però bisogna considerare una cosa. Se è un voto congiunto, nel quale sono presentate tutte le missioni, la questione diventa un po' più problematica, in quanto comprende anche il nostro impegno in Libano, una missione che noi condividiamo...
 
Ma come voterete?
Bella domanda. Io le dico che su ogni materia andrebbero prodotti una serie di atti. Sulle operazioni dei corpi speciali, per esempio, vorrei presentare un'interpellanza. Con un atto come questo si può arrivare fino in fondo, perchè il governo è tenuto a rispondere. Dopo, poi, si può fare chiarezza sulla questione. E ragionare.
 
Farete come i Democratici al Congresso Usa? Soldi alla missione, ma in cambio di una exit strategy chiara e definita?
Questa è una posizione equilibrata, anche se l'anno scorso votammo il rifinanziamento - politicamente, sennò il governo cadeva - chiedendo un cambiamento, che D'Alema ci aveva promesso. Più impegno sul civile, più impegno per l'organizzazione di una conferenza internazionale, e così via. Avevamo chiesto una commissione di monitoraggio della situazione afgana, che non è stata creata. Noi possiamo anche legare il nostro voto al rientro, ma ciò non significa necessariamente che il governo accolga in pieno la nostra richiesta. Sono, a dire la verità, un po' scettica. Quando si arriva in vicinanza del voto, tutti promettono. Poi, garantito il sostegno alla missione, il governo nicchia.

Luca Galassi

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