“L'accordo è il segnale che la
Francia sta partecipando alla stabilità di questa regione del
mondo”. Ha commentato così il presidente francese Nicolas
Sarkozy l'accordo firmato durante la visita lampo dei giorni scorsi
negli Emirati Arabi Uniti, un accordo che non riguarda un'intesa
petrolifera però, ma la costruzione di una base militare
permanente francese nell'emirato di Abu Dhabi.
Posizione strategica.
L'installazione militare, che dovrebbe essere operativa dal 2009,
come riportato oggi dal quotidiano transalpino
Le Figaro, segna
una rottura importante con il passato recente, nel quale solo gli
Stati Uniti hanno mantenuto una presenza militare costante nel Golfo
Persico. La base sorgerà in una zona che è stata già
individuata nel porto commerciale di Abu Dhabi e ospiterà
aerei, navi e soldati francesi.
L’accordo è
stato firmato dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo
sceicco Abdallah Ben Zayed al-Nahyane, e dal ministro della Difesa
francese, Herve Morin. La marina militare francese è presente
nella zona da tempo, ma il protocollo d'intesa tra i due paesi
rafforza la posizione di Parigi nella regione. La Francia dispone a
Gibuti, sulle rive del golfo di Aden, di una base militare con un
contingente di 2.800 soldati, che garantisce il presidio di una
posizione strategica per garantire la sicurezza delle rotte
petrolifere. Strategia adesso rafforzata dalla nuova installazione
militare.
Sarkozy,
sempre più lanciato in una politica di grandeur che
riporti la Francia al centro della politica internazionale, non ha
nascosto la soddisfazione per l'ottenimento di un presidio militare,
che a pieno regime dovrebbe contare sulla presenza costante di circa
500 militari, proprio nello Stretto di Hormuz, di fronte all'Iran. Uno stretto
per il quale transita il 40 percento del petrolio
mondiale commerciato.
Sarkò
all'attacco. Non a caso, negli ultimi anni tempestosi, l'Iran ha
spesso minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz come ritorsione
a un eventuale attacco militare sul suo territorio, mandando in tilt
il mercato mondiale del greggio.
La
posizione diventa quindi strategica, anche se fonti militari e
governative francesi, interpellate dall'International
Herald Tribune, hanno
sottolineato come un contingente di quelle dimensioni non è
certo in grado di rappresentare un deterrente per l'Iran.
Però
il contingente militare francese, che sarà composto da soldati
di tutte le forze armate di Parigi, ci sarà. “E' quasi una
rivoluzione”, ha commentato all'Iht una
fonte governativa francese, “per la prima volta siamo in un paese
che non avevamo colonizzato, fuori dalla nostra sfera d'influenza
storica. Sempre più, Parigi vuole giocare un ruolo
determinante negli equilibri geo-strategici del futuro”. Sarkozy ha
firmato, contestualmente all'accordo per la base militare, un'intesa
per la cooperazione tra i due paesi per lo sviluppo di un programma
nucleare civile. Proprio mentre dichiarava che l'Iran deve dare
spiegazioni e chiarimenti sul suo programma nucleare. I soliti
due pesi, le solite due misure.