16/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La Francia ottiene una base militare negli Emirati, dalla quale controlla l'Iran
“L'accordo è il segnale che la Francia sta partecipando alla stabilità di questa regione del mondo”. Ha commentato così il presidente francese Nicolas Sarkozy l'accordo firmato durante la visita lampo dei giorni scorsi negli Emirati Arabi Uniti, un accordo che non riguarda un'intesa petrolifera però, ma la costruzione di una base militare permanente francese nell'emirato di Abu Dhabi.

Posizione strategica. L'installazione militare, che dovrebbe essere operativa dal 2009, come riportato oggi dal quotidiano transalpino Le Figaro, segna una rottura importante con il passato recente, nel quale solo gli Stati Uniti hanno mantenuto una presenza militare costante nel Golfo Persico. La base sorgerà in una zona che è stata già individuata nel porto commerciale di Abu Dhabi e ospiterà aerei, navi e soldati francesi.
L’accordo è stato firmato dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdallah Ben Zayed al-Nahyane, e dal ministro della Difesa francese, Herve Morin. La marina militare francese è presente nella zona da tempo, ma il protocollo d'intesa tra i due paesi rafforza la posizione di Parigi nella regione. La Francia dispone a Gibuti, sulle rive del golfo di Aden, di una base militare con un contingente di 2.800 soldati, che garantisce il presidio di una posizione strategica per garantire la sicurezza delle rotte petrolifere. Strategia adesso rafforzata dalla nuova installazione militare.
Sarkozy, sempre più lanciato in una politica di grandeur che riporti la Francia al centro della politica internazionale, non ha nascosto la soddisfazione per l'ottenimento di un presidio militare, che a pieno regime dovrebbe contare sulla presenza costante di circa 500 militari, proprio nello Stretto di Hormuz, di fronte all'Iran. Uno stretto per il quale transita il 40 percento del petrolio mondiale commerciato.

il presidente francese nicolas sarkozySarkò all'attacco. Non a caso, negli ultimi anni tempestosi, l'Iran ha spesso minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz come ritorsione a un eventuale attacco militare sul suo territorio, mandando in tilt il mercato mondiale del greggio.
La posizione diventa quindi strategica, anche se fonti militari e governative francesi, interpellate dall'International Herald Tribune, hanno sottolineato come un contingente di quelle dimensioni non è certo in grado di rappresentare un deterrente per l'Iran.
Però il contingente militare francese, che sarà composto da soldati di tutte le forze armate di Parigi, ci sarà. “E' quasi una rivoluzione”, ha commentato all'Iht una fonte governativa francese, “per la prima volta siamo in un paese che non avevamo colonizzato, fuori dalla nostra sfera d'influenza storica. Sempre più, Parigi vuole giocare un ruolo determinante negli equilibri geo-strategici del futuro”. Sarkozy ha firmato, contestualmente all'accordo per la base militare, un'intesa per la cooperazione tra i due paesi per lo sviluppo di un programma nucleare civile. Proprio mentre dichiarava che l'Iran deve dare spiegazioni e chiarimenti sul suo programma nucleare. I soliti due pesi, le solite due misure.

Christian Elia

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