La promessa fatta in campagna elettorale sarà mantenuta. Il nuovo governo australiano,
guidato dal laburista Kevin Rudd, non venderà uranio all'India finchè questa non
entrerà a far parte del trattato di non proliferazione nucleare. Lo ha annunciato
oggi il ministro degli Esteri di Canberra, Stephen Smith, durante un incontro
a Perth con Shyam Saran, inviato speciale del primo ministro indiano Manmohan
Singh. Smith ha ribadito che le posizioni del governo laburista, eletto lo scorso
24 novembre, sono diverse da quelle mantenute dall'ex premier conservatore John
Howard, che non aveva problemi a vendere uranio - di cui l'Australia ha il 40
percento delle risorse mondiali - a Nuova Delhi.
"Siamo andati alle elezioni impegnandoci a non esportare uranio alle nazioni
che non fanno parte del trattato di non proliferazione. Non cambieremo la nostra
posizione adesso", ha dichiarato Smith ai giornalisti. Secondo il ministro la
posizione del nuovo governo non ha sorpreso il delegato indiano. Lo scorso anno
l'ex premier Howard aveva siglato un accordo con l'India nel quale si impegnava
a vendere uranio, sotto la promessa che sarebbe stato usato solo per scopi civili,
aggirando di fatto l'ostacolo del trattato di non proliferazione. Finora, per
i Paesi che come l'Australia fanno parte del Gruppo di fornitori nucleari (Nsg),
vendere uranio a India, Israele e Pakistan (i tre Paesi che non hanno mai firmato
il Tnp) è stato un tabù.