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Cifre. Sempre oggi, Yuval
Diskin, capo dello Shin Beth, il servizio segreto intetrno
israeliano, ha divulgato alcuni dati sulle operazioni militari di
Tsahal nella Striscia di Gaza negli ultimi due anni. Secondo Diskin,
i palestinesi uccisi in omicidi mirati a Gaza, tra il 2006 e il 2007,
sono stati 810, 200 dei quali non erano chiaramente legati a
movimenti armati. Dunque erano probabilmente civili. Questi dati
hanno però sollevato alcune obiezioni all'interno di Israele:
questa mattina il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato le
proprie statistiche, secondo cui le vittime palestinesi sarebbero 816
invece che 810. Ma soprattutto, le vittime civili sarebbero 360
anziché 200.
Minori. In disaccordo con lo
Shin Beth anche l'organizzazione israeliana per i diritti umani
B'Tselem, che ha replicato al rapporto dell'intelligence sostenendo
che 152 delle vittime palestinesi degli attacchi nella Striscia di
Gaza avevano meno di 18 anni, e altre 48 ne avevano meno di 14. Con
ogni probabilità la maggioranza delle vittime minorenni è
stata colpita per errore, sono vittime collaterali, conseguenza del
fatto che i lanci di razzi e le ritorsioni dell'esercito avvengono in
zone densamente abitate, alle porte dei campi profughi. Tuttavia
bisogna anche ricordare che, secondo le direttive di Tsahal, i
palestinesi di almeno 16 anni vengono considerati adulti, e i bambini
palestinesi di almeno 14 anni devono essere processati da tribunali
militari per adulti. Al di la delle contestazioni nel merito dei
dati, il conteggio delle vittime degli omicidi mirati ai danni dei
palestinesi non sembra essere vissuto con pudore dai leader
israeliani: dopo la presentazione dello Shin beth, il ministro per la
Sicurezza Interna, Avi Dichter, ha dichiarato con orgoglio che circa
il 5percento dei miliziani della Striscia è stato ucciso.
Secondo Dichter i miliziani palestinesi di Gaza sono in tutto 20mila.Naoki Tomasini
Parole chiave: omicidio mirato, shin beth, Avi Dichter, Yuval Diskin