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I fatti. La televisione di Stato cubana, infatti, ha scardinato uno degli ultimi tabù
ancora presenti nell'isola: parlare dei balzeros e dei “compañeros”, ossia di
cubani che approfittando di situazioni favorevoli, come manifestazioni sportive
che si svolgono all'estero, scappano dal Paese, dai suoi problemi, dalla sua obsoleta
modernità. E lo ha fatto trasmettendo un film-documentario, fino a poco tempo
fa proibito, sui campioni di baseball scappati negli Usa. “Fuera de Liga” è il
titolo del film, che narra le vicende di campioni come Orlando Duke Hernandez,
fuggiti da Cuba inseguendo i contratti milionari del campionato di baseball Usa.
E che, nonostante il portafoglio pieno e la fine dei loro problemi economici,
non hanno rinunciato all'esposizione della loro “cubania”.
Il tempo passa. Tempo e paglia maturano le nespole. Mai un proverbio sembra più azzeccato se
pensiamo che lo stesso presidente cubano a interim, Raul Castro, ha detto che
alcune proibizioni presenti sull'isola sono state “superate dalla vita”. Forse
un tentativo di abbandono dell'ortodossia rivoluzionaria che ha governato Cuba
negli ultimi quarant'anni? O più semplicemente Raul si è reso conto che i tempi
sono effettivamente cambiati? Magari la risposta è la stessa per entrambe le domande.
Di certo c'è che il film non è stato una novità, nonostante fosse la prima volta
che passava per le reti televisive nazionali. Si racconta, infatti, che nelle
strade della capitale non fosse poi così difficile reperire un Dvd masterizzato
del film, come del resto non è difficile reperire qualsiasi altro bene (le strade
sono i veri negozi del Paese), e che la “grande platea”, pur silenziosa, sia stata
in grado di vederlo già da tempo, aggirando facilmente le rigide regole imposte
dal governo di Cuba. Che qualcosa sull'isola si stia muovendo davvero? Dopo le
dichiarazioni di Fidel, che ha ribadito la sua volontà di lasciare spazio ai giovani,
sembra proprio si si.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra peacereporter