14/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Cuba, proiettato per la prima volta dalla tv di Stato un film proibito dal governo sui campioni di baseball nazionali che scappano negli Usa
 
Goccia a goccia si scava la pietra, dicevano i saggi latini. E sembra che il discorso possa andare bene anche per quanto riguarda Cuba, se teniamo conto degli avvenimenti degli ultimi giorni.

La locandina del film I fatti. La televisione di Stato cubana, infatti, ha scardinato uno degli ultimi tabù ancora presenti nell'isola: parlare dei balzeros e dei “compañeros”, ossia di cubani che approfittando di situazioni favorevoli, come manifestazioni sportive che si svolgono all'estero, scappano dal Paese, dai suoi problemi, dalla sua obsoleta modernità. E lo ha fatto trasmettendo un film-documentario, fino a poco tempo fa proibito, sui campioni di baseball scappati negli Usa. “Fuera de Liga” è il titolo del film, che narra le vicende di campioni come Orlando Duke Hernandez, fuggiti da Cuba inseguendo i contratti milionari del campionato di baseball Usa. E che, nonostante il portafoglio pieno e la fine dei loro problemi economici, non hanno rinunciato all'esposizione della loro “cubania”.

La squadra nazionale cubana di baseballIl tempo passa. Tempo e paglia maturano le nespole. Mai un proverbio sembra più azzeccato se pensiamo che lo stesso presidente cubano a interim, Raul Castro, ha detto che alcune proibizioni presenti sull'isola sono state “superate dalla vita”. Forse un tentativo di abbandono dell'ortodossia rivoluzionaria che ha governato Cuba negli ultimi quarant'anni? O più semplicemente Raul si è reso conto che i tempi sono effettivamente cambiati? Magari la risposta è la stessa per entrambe le domande. Di certo c'è che il film non è stato una novità, nonostante fosse la prima volta che passava per le reti televisive nazionali. Si racconta, infatti, che nelle strade della capitale non fosse poi così difficile reperire un Dvd masterizzato del film, come del resto non è difficile reperire qualsiasi altro bene (le strade sono i veri negozi del Paese), e che la “grande platea”, pur silenziosa, sia stata in grado di vederlo già da tempo, aggirando facilmente le rigide regole imposte dal governo di Cuba. Che qualcosa sull'isola si stia muovendo davvero? Dopo le dichiarazioni di Fidel, che ha ribadito la sua volontà di lasciare spazio ai giovani, sembra proprio si si.
 

Alessandro Grandi

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