
Una malata terminale originaria del Ghana, emigrata nel Regno Unito cinque anni
fa, è stata espulsa allo scadere del suo visto britannico e ricondotta in Africa.
Ama Sumani, 39 anni, si era trasferita in Europa per motivi di studio, ma a causa
di un cancro che le ha danneggiato i reni ha dovuto iniziare la dialisi. Ora lotta
per ricevere in Africa le cure mediche di cui ha bisogno. La donna è stata prelevata
dalle forze dell’ordine inglesi in un ospedale di Cardiff e rispedita in Ghana
mercoledì scorso.
Ama Sumani ha dichiarato di non essere in grado di far fronte
alle spese previste nel suo Paese per il trattamento cui dovrebbe sottoporsi.
Gli ufficiali britannici sostengono di aver verificato la disponibilità in Ghana
delle cure necessarie all’immigrata prima di espellerla: stando a quanto hanno
rilevato, la capitale Accra disporrebbe di due strutture ospedaliere ben equipaggiate;
se Ama Sumani avesse l’assicurazione medica nazionale godrebbe di un accesso facilitato
alla dialisi. Meno di ventiquattro ore dopo l’espulsione dall’Ospedale universitario
del Galles, a Cardiff, Ama Sumani è stata ricoverata proprio ad Accra. La donna, vedova e madre di
due figli accuditi dalla sua Chiesa in Ghana, ha raccontato che l’ospedale le
ha chiesto l’equivalente di 6mila dollari per pagare le sedute di dialisi dei
prossimi tre mesi. Un responsabile della struttura sanitaria africana ha però
assicurato che l’ufficio immigrazione del governo di Londra sarebbe disposto a
coprire le spese mediche del primo trimestre, ma non le successive.
La donna,
affetta da mieloma maligno, si sottoponeva a tre sedute di dialisi ogni settimana
prima che il suo visto scadesse; per guarire avrebbe bisogno di un trapianto di
midollo osseo, ma non ha l’autorizzazione all’intervento. Oltretutto, le strutture
di cui dispongono gli ospedali del Ghana non sono in grado di garantire la regolarità
della terapia. Un portavoce dell’ufficio immigrazione ha assicurato che Ama è
stata espulsa «con cortesia e dignità». La donna era triste, ma tranquilla quando
ha lasciato l’ospedale di Cardiff su una sedia a rotelle: era accompagnata da
cinque ufficiali.