
L'empasse sulla ripresa dei negoziati di pace tra governo di
Manila e ribelli del Fronte Islamico di Liberazione Moro (Milf) sta prendendo
una brutta piega.
Ieri Ronaldo Puno, stretto collaboratore della presidente
Gloria Arroyo, aveva dichiarato: "Se il Milf non vuole il nostro accordo,
se non vogliono rispettare la nostra Costituzione, allora lasciateci
interrompere i negoziati e continuare la guerra".
Oggi è arrivata la risposta di Eid Kabalu, portavoce Milf,
il quale ha affermato che il movimento è pronto a combattere nel caso fosse
attaccato: "Abbiamo il diritto di difenderci nella nostra terra".
A dicembre il team negoziatore del Milf a Kuala Lumpur, in
Malesia, si è rifiutato di incontrare la controparte del governo dopo che
questa ha presentato una bozza di memorandum di accordo che ometteva la maggior
parte dei 'punti di consenso' raggiunti in precedenza in merito all'estensione
del territorio di cui i ribelli rivendicano l'indipendenza e i dettagli
riguardo la spartizione delle sue risorse con il governo centrale. Il Milf
contesta anche le condizioni poste da Manila sul fatto che qualunque accordo
debba essere applicato per le vie costituzionali, ossia previo plebiscito. Il
Fronte Islamico di Liberazione Moro combatte dal 1984 contro il governo
filippino per l'indipendenza delle regioni musulmane del sud: Mindanao, Sulu,
Basilan e Palawan. Questo conflitto è costato finora la vita di 70mila persone.