11/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente Chavez mattatore nella vicenda della liberazione degli ostaggi in mano alla guerriglia colombiana. Il mondo politico internazionale si complimenta per l'ottima mediazione
 
Questa volta il presidente venezuelano Hugo Chavez ha vinto e i complimenti se li merita tutti.
 
Hugo Chavez (foto A.Grandi/Peacereporter)Il leader bolivariano, tanto amato quanto discusso, è salito agli onori delle cronache non per una querelle con il presidente George W. Bush, da lui definito il diavolo durante un'assemblea delle Nazioni Unite nel palazzo di vetro, e nemmeno per un battibecco con qualche nostalgico reale d'Europa. Questa volta le cronache, positive, sono tutte per lui, perchè è stato capace in poco tempo di prendere in mano l'operazione di mediazione per la liberazione di alcuni ostaggi in mano alla guerriglia colombiana da molti anni, e portarla a termine con successo.
La sua celebrità in questo momento è alle stelle. E la sua immagine internazionale ha acquisito molti punti a favore. La liberazione di Clara Rojas e di Consuelo Gonzales, infatti, è in gran parte merito suo e della disponibilità venezuelana in tutti gli aspetti della vicenda.
 
La bandiera venezuelana (foto A.Grandi/Peacereporter)I grazie. Le parole di gratitudine degli ostaggi liberati “Lei ci sta facendo tornare a vivere” ha detto la Rojas, l'affetto ricevuto dai familiari delle stesse sono stati un tutt'uno con le positive parole espresse anche dal mondo politico internazionale, anche se a tutti gli effetti, forse, il lavoro di Chavez avrebbe meritato più spazio, più congratulazioni. Il ringraziamento per la felice conclusione di questa vicenda, comunque una goccia d'acqua nel mare della storia della guerriglia fra Farc e governo centrale colombiano, deve anche andare ai responsabili della guerriglia che si sono dimostrati disponibili, e di parola, durante tutto il periodo di mediazione con i venezuelani. Ma se non ci fosse stato Chavez le due donne sarebbero ancora nelle mani della guerriglia? Se la vicenda fosse stata lasciata nella mani dell'intelligence colombiana, o peggio ancora di quella statunitense si sarebbe risolta nello stesso modo? Per molti la risposta è sì. E sono anche in molti coloro che pensano che la mediazione di Chavez a questo punto possa essere il punto di partenza per una reale cambio della situazione interna colombiana e l'apertura di un reale dialogo per arrivare alla pace, oggi, sembra davvero essere possibile.
 

Alessandro Grandi

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