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Dove Durante la presentazione Ratan Tata, presidente del gruppo automobilistico e
membro della dinastia economica più potente d'India, non ha fornito dettagli sulla
fabbrica di produzione della vettura. Tuttavia da tempo viene ripetuto, senza
smentite, che il principale sito di produzione della Nano sarà lo stabilimento
di Singur, nel Bengala occidentale. Una fabbrica che ha attirato l'attenzione
dei media per le lotte sindacali e civili degli abitanti di Singur, contro gli
espropri di mille acri di terreno (circa 400 ettari) sui quali far sorgere l'impianto industriale. Il governo
del Bengala Occidentale, da decenni prerogativa del partito comunista indiano
marxista, ha invocato ragioni di “pubblica utilità” per l'esproprio dei terreni,
che colpiscono circa 14mila nuclei familiari contadini. Ad autorizzare l'atto
è stata invocata una legge del periodo coloniale britannico, il Land Acquisition Act del 1894. Ma la pubblica utilità non dovrebbe coincidere con gli interessi di
un gruppo privato, che aveva originariamente annunciato di voler costruire a Singur
“l'auto più economica del mondo”.
Quando E se dovessero ricevere un indennizzo. La legge coloniale invocata dai marxisti
del Bengala prevede che l'espropriato dia un assenso all'avocazione delle terre.
Questo non perchè si abbia diritto a opporsi, ma solo per ottenere un risarcimento.
Sono comunque in migliaia i contadini che sostengono di non aver firmato nessuna
autorizzazione, o di essere stati costretti con la violenza dalla squadre illegali
che imperversano in zona da quando si deve costruire lo stabilimento, o di averlo
fatto con la promessa di un posto di lavoro nella nuova fabbrica. E la legge tutela
i diritti di chi può provare il possesso del terreno. Che non è il caso di centinaia
di vedove, dei tanti braccianti o fittavoli o mezzadri, o di tutti coloro che
non sono stati registrati per una lacuna del catasto bengalese.
Perché Le proteste sono cresciute con l'ingresso in campo di alcuni oppositori del
partito comunista marxista di Bhuddabeb Bhattacharji, come i naxaliti. I marxisti,
che mirano da decenni all'instaurazione del socialismo in India, hanno protestato
associando le lotte di Singur a quelle del distretto di Nandigram, contro un esproprio
mirato a favorire una multinazionale chimica indonesiana. A loro si è aggiunta
una scissione bengalese del partito del Congresso, il Trinamul Congress party.
Proteste cresciute fino a manifestazioni durate giorni nel febbraio 2007, represse
nel sangue dalla polizia bengalese con un morto e decine di feriti tra i sindacalisti.
Ma il progresso industriale indiano non si può fermare: le esigenze dei contadini
di ritornare in possesso delle terre di Singur, tanto fertili da dare cinque raccolti
l'anno, stanno per essere dimenticate. La notizia del momento è “l'auto più economica
del pianeta”.Gianluca Ursini
Parole chiave: Tata, Nano, Singur, Tapasi Malik, partito comunista marxista indiano, Ursini