10/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'indiana Tata presenta l'utilitaria più economica al mondo. Ottenuta con la cacciata di 14mila famiglie contadine
di gianluca Ursini
 
La Tata Motors ha presentato al salone dell'auto di Nuova Delhi l'utilitaria più economica del mondo: la Nano. Il veicolo verrà venduto a 100mila rupie, o 2.500 dollari Usa, e avrà cinque posti. Vuole diventare il mezzo di trasporto per le famiglie meno abbienti indiane e degli altri paesi in via di sviluppo: niente fronzoli. Né servosterzo, né alzacristalli elettrici o aria condizionata, con un motore da 600 cc per 33 cavalli di potenza, ma che garantisce 20 chilometri con un litro di benzina. Per adesso la produzione è stata prevista in 250mila esemplari annui, ma le previsioni sono di arrivare a un milione di pezzi.

ratan TataDove Durante la presentazione Ratan Tata, presidente del gruppo automobilistico e membro della dinastia economica più potente d'India, non ha fornito dettagli sulla fabbrica di produzione della vettura. Tuttavia da tempo viene ripetuto, senza smentite, che il principale sito di produzione della Nano sarà lo stabilimento di Singur, nel Bengala occidentale. Una fabbrica che ha attirato l'attenzione dei media per le lotte sindacali e civili degli abitanti di Singur, contro gli espropri di mille acri di terreno (circa 400 ettari) sui quali far sorgere l'impianto industriale. Il governo del Bengala Occidentale, da decenni prerogativa del partito comunista indiano marxista, ha invocato ragioni di “pubblica utilità” per l'esproprio dei terreni, che colpiscono circa 14mila nuclei familiari contadini. Ad autorizzare l'atto è stata invocata una legge del periodo coloniale britannico, il Land Acquisition Act del 1894. Ma la pubblica utilità non dovrebbe coincidere con gli interessi di un gruppo privato, che aveva originariamente annunciato di voler costruire a Singur “l'auto più economica del mondo”.

Come La rivolta contro la fabbrica di Singur ha già prodotto anche delle vittime, come Tapasi Malik, giovane attivista della lotta agli espropri, trovata carbonizzata in una fossa nell'area recintata dal cantiere di costruzione della fabbrica il 18 dicembre 2006. Per la polizia locale si tratta di un suicidio. Una autopsia ha appurato che le è stato dato fuoco da viva, dopo che la ragazza era stata seviziata e stuprata. I suoi compagni di lotta hanno incolpato senza esitazioni alcune squadre illegali che difendono gli interessi della Tata in zona, cercando di dissuadere i contadini espropriati dalle proteste con la violenza. Tapasi Malik, ormai ribattezzata 'la martire di Singur', è diventata il simbolo dei contadini che non vogliono rinunciare alla loro terra per 1.600 euro al massimo d'indennizzo.

la tata nanoQuando E se dovessero ricevere un indennizzo. La legge coloniale invocata dai marxisti del Bengala prevede che l'espropriato dia un assenso all'avocazione delle terre. Questo non perchè si abbia diritto a opporsi, ma solo per ottenere un risarcimento. Sono comunque in migliaia i contadini che sostengono di non aver firmato nessuna autorizzazione, o di essere stati costretti con la violenza dalla squadre illegali che imperversano in zona da quando si deve costruire lo stabilimento, o di averlo fatto con la promessa di un posto di lavoro nella nuova fabbrica. E la legge tutela i diritti di chi può provare il possesso del terreno. Che non è il caso di centinaia di vedove, dei tanti braccianti o fittavoli o mezzadri, o di tutti coloro che non sono stati registrati per una lacuna del catasto bengalese.

poliziotti del Bengala a protezione del cantiere Tata a SingurPerché Le proteste sono cresciute con l'ingresso in campo di alcuni oppositori del partito comunista marxista di Bhuddabeb Bhattacharji, come i naxaliti. I marxisti, che mirano da decenni all'instaurazione del socialismo in India, hanno protestato associando le lotte di Singur a quelle del distretto di Nandigram, contro un esproprio mirato a favorire una multinazionale chimica indonesiana. A loro si è aggiunta una scissione bengalese del partito del Congresso, il Trinamul Congress party. Proteste cresciute fino a manifestazioni durate giorni nel febbraio 2007, represse nel sangue dalla polizia bengalese con un morto e decine di feriti tra i sindacalisti. Ma il progresso industriale indiano non si può fermare: le esigenze dei contadini di ritornare in possesso delle terre di Singur, tanto fertili da dare cinque raccolti l'anno, stanno per essere dimenticate. La notizia del momento è “l'auto più economica del pianeta”.
 

Gianluca Ursini

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