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Il governo. Secondo Santos, Pablito era anche colui che si opponeva a ogni forma di dialogo
con il governo Uribe, boicottando quello intavolato dal presidente alla fine del
2005 e tuttora in atto, anche se in pieno stallo. “Era quello che più strenuamente
cercava di mantenere la parte militare, fortificandola con il narcotraffico”,
ha assicurato Santos, aggiungendo: “Sappiamo che svariate volte ha impedito al
comando centrale di firmare la pace con il governo colombiano e che è responsabile
di svariati sequestri”. Le autorità militari lo accusano anche di aver diretto
circa duecento attacchi dinamitardi contro l'oleodotto, di aver sequestrato e
assassinato un vescovo cattolico nel 1992 e di aver attaccato una base venezuelana
nel 1995, causando la morte di otto soldati.
Un po' di storia. L'Esercito di liberazione nazionale nasce nel 1964 da un gruppo di militanti
di sinistra filo cubani, capitanati da Camillo Torres, e si stima che attualmente
abbia dai tremila ai cinquemila membri. In alcuni momenti della sua storia, l'Eln
ha operato in cooperazione con le Farc, il più grande e potente gruppo guerrigliero
del paese, ma negli ultimi anni qualcosa si è rotto nella loro strategia comune
e hanno reagito in maniera differente all'idea di un accordo di pace. Una delle
differenze principali è che gli elenos pensano sia molto efficace fare opposizione seduti al tavolo delle trattative,
mentre i dirigenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia sono convinti
che andranno a sedersi solo alle loro condizioni.
Il commento. “L'Eln ha sempre pensato che le armi siano un complemento delle parole – ci
spiega un ex eleno che intende rimanere anonimo – per questo l'Eln è molto radicata
nella vita sociale e politica del paese. Agisce dalla base, con la base e per
la base”. E sulla cattura di Pablito glissa, sottolineando però che il fatto che
lo abbiano arrestato in città e non nella selva, in mimetica e armi in pugno,
dimostra la sua tesi: “Dicono che l'Eln stia militarmente scomparendo, ma si ricordino
che la guerra si fa anche con le parole”. Stella Spinelli