11/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo chiamano Pablito, è il quarto nella linea di comando dell'Eln
Marín Guarín, alias Pablito, alto dirigente dell'Esercito di liberazione nazionale, il secondo gruppo guerriglieri colombiano dopo le Farc, è stato catturato a Bogotá. Lo annuncia con tutti i crismi dell'ufficialità il ministro della Difesa, Juan Manuel Santos: “Si tratta di un soggetto molto pericoloso, che ha fatto molto male alla Colombia. Questa è forse la cattura più importante mai realizzata dall'esercito ai danni dell'Eln nella sua storia”. Secondo la Casa del Nariño, Pablito era a capo di tre dei sette fronti del vecchio gruppo guerrigliero e sarebbe il quarto nella linea di comando dell'Eln.

Uomini dell'ElnIl governo. Secondo Santos, Pablito era anche colui che si opponeva a ogni forma di dialogo con il governo Uribe, boicottando quello intavolato dal presidente alla fine del 2005 e tuttora in atto, anche se in pieno stallo. “Era quello che più strenuamente cercava di mantenere la parte militare, fortificandola con il narcotraffico”, ha assicurato Santos, aggiungendo: “Sappiamo che svariate volte ha impedito al comando centrale di firmare la pace con il governo colombiano e che è responsabile di svariati sequestri”. Le autorità militari lo accusano anche di aver diretto circa duecento attacchi dinamitardi contro l'oleodotto, di aver sequestrato e assassinato un vescovo cattolico nel 1992 e di aver attaccato una base venezuelana nel 1995, causando la morte di otto soldati.

Pablito, uno dei leader dell'ElnUn po' di storia. L'Esercito di liberazione nazionale nasce nel 1964 da un gruppo di militanti di sinistra filo cubani, capitanati da Camillo Torres, e si stima che attualmente abbia dai tremila ai cinquemila membri. In alcuni momenti della sua storia, l'Eln ha operato in cooperazione con le Farc, il più grande e potente gruppo guerrigliero del paese, ma negli ultimi anni qualcosa si è rotto nella loro strategia comune e hanno reagito in maniera differente all'idea di un accordo di pace. Una delle differenze principali è che gli elenos pensano sia molto efficace fare opposizione seduti al tavolo delle trattative, mentre i dirigenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia sono convinti che andranno a sedersi solo alle loro condizioni.
Dagli anni Ottanta, una delle tecniche dell'Eln è stata attaccare le compagnie straniere che lavorano in Colombia, specialmente quelle petrolifere. Fino al 1998, ossia fino alla sua morte, il gruppo è stato diretto dall'ex sacerdote spagnolo Manuel Pérez. Per questo è molto vicino ai principi che ispirano la Teologia della liberazione, con una chiara estremizzazione nella rivoluzione armata per riscattare i poveri e i deboli.
Quindi, il gruppo è passato nelle mani di Nicolás Rodriguez, imbarcandosi in una serie di sequestri di massa. L'anno scorso, però, ha dichiarato di essere disposto a sospendere i sequestri, accettando un cessate-il-fuoco temporaneo. Dalla fine del 2005 si è imbarcato in un processo di pace che vede una serie di incontri con sede a Cuba.

ElnIl commento. “L'Eln ha sempre pensato che le armi siano un complemento delle parole – ci spiega un ex eleno che intende rimanere anonimo – per questo l'Eln è molto radicata nella vita sociale e politica del paese. Agisce dalla base, con la base e per la base”. E sulla cattura di Pablito glissa, sottolineando però che il fatto che lo abbiano arrestato in città e non nella selva, in mimetica e armi in pugno, dimostra la sua tesi: “Dicono che l'Eln stia militarmente scomparendo, ma si ricordino che la guerra si fa anche con le parole”.
 

Stella Spinelli

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