Operazione dei corpi speciali algerini in Cabilia, dove sembra tornata la sporca guerra
''La situazione sta degenerando in
maniera inquietante, la psicosi sta dilagando tra la popolazione. È necessario
agire
immediatamente''. A parlare è Mohamed Ikherbane, presidente
della provincia di Tizi Ouzou, capoluogo della Cabilia, 100
chilometri a est di Algeri.
Fantasmi del passato. Il tono
del funzionario governativo ricorda i tempi bui della guerra civile
in Algeria, negli anni Novanta, quando almeno 150mila algerini
persero la vita nei massacri perpetrati dall'esercito e dai miliziani
fondamentalisti.
In effetti l'ultimo anno in Algeria è
stato davvero duro: almeno 355 persone hanno perso la vita. Cifre che
non si vedevano da anni. Ieri l'esercito algerino ha lanciato una
vasta offensiva delle truppe speciali nella foresta di Jebel
el-Ouehch (la montagna del mostro), vicino a Costantina, 400
chilometri a est di Algeri.
I militari hanno utilizzato anche
elicotteri da combattimento appena acquistati per bombardare i
presunti rifugi dei miliziani tra le montagne della zona.
Nell'operazione hanno perso la vita
quattro guardie comunali e due militari, mentre sono almeno due i
guerriglieri uccisi durante il rastrellamento. Lo riferisce oggi la
stampa algerina, che riporta da giorni notizie di scontri nella zona,
esplosi dopo il ritrovamento di quattro uomini sgozzati in un
villaggio alla periferia della città, ma nessuna conferma è
ancora arrivata dalle autorità.
Secondo il quotidiano El Watan,
sarebbero state le segnalazioni degli abitanti della zona a spingere
l'esercito all'inseguimento di un gruppo armato, composto da una
ventina di uomini.
Il 2008 pare dunque iniziato come era
finito il 2007: nel sangue. Il 2 gennaio a Naciria, in Cabilia,
un'auto guidata da un attentatore suicida si è lanciata contro
una caserma di polizia, uccidendo quattro persone e ferendone 25.
L'attacco è stato rivendicato da al-Qaeda per il Maghreb
islamico, la sigla che alla fine del 2006 ha preso il posto del
Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento.
Terrore, da nord a sud. Il
governo di Algeri è in fibrillazione e, ieri, esperti e
specialisti del settore hanno partecipato al forum del quotidiano
algerino
El Moudjahid, interamente dedicato a questo tema. In
particolare si è parlato dell'utilizzo di internet da parte
delle organizzazioni terroristiche, non solo per comunicare tra loro,
ma principalmente per reclutare nuovi adepti. ''Usiamo internet per
tentare di rintracciare i terroristi che usano siti web per reclutare
giovani, ma anche per comunicare tra loro, trasmettere comunicati al
pubblico e ai governi'', ha dichiarato Moostefaiui Abdelkader,
commissario di polizia, ''ma è quasi impossibile visto che la
maggior parte dei siti usati dai terroristi sono creati all'estero''.
La presenza di gruppi armati legati ad
al-Qaeda non riguarda solo la Cabilia, ma anche l'Algeria
meridionale, al confine con Mali e Niger.
L'algerino Said Janit, responsabile per
la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana, lo ha ricordato in una
recente intervista, nella quale dava per certa la presenza di
al-Qaeda in Africa.
Durante il Vertice panafricano, che si terrà
alla fine del mese in Etiopia, verrà affrontato il controverso
progetto statunitense Africom, che punta a istallare basi
militari Usa nel continente e al quale molti paesi africani si
oppongono.