10/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Operazione dei corpi speciali algerini in Cabilia, dove sembra tornata la sporca guerra
''La situazione sta degenerando in maniera inquietante, la psicosi sta dilagando tra la popolazione. È necessario agire immediatamente''. A parlare è Mohamed Ikherbane, presidente della provincia di Tizi Ouzou, capoluogo della Cabilia, 100 chilometri a est di Algeri.

Fantasmi del passato. Il tono del funzionario governativo ricorda i tempi bui della guerra civile in Algeria, negli anni Novanta, quando almeno 150mila algerini persero la vita nei massacri perpetrati dall'esercito e dai miliziani fondamentalisti.
In effetti l'ultimo anno in Algeria è stato davvero duro: almeno 355 persone hanno perso la vita. Cifre che non si vedevano da anni. Ieri l'esercito algerino ha lanciato una vasta offensiva delle truppe speciali nella foresta di Jebel el-Ouehch (la montagna del mostro), vicino a Costantina, 400 chilometri a est di Algeri.
I militari hanno utilizzato anche elicotteri da combattimento appena acquistati per bombardare i presunti rifugi dei miliziani tra le montagne della zona.
Nell'operazione hanno perso la vita quattro guardie comunali e due militari, mentre sono almeno due i guerriglieri uccisi durante il rastrellamento. Lo riferisce oggi la stampa algerina, che riporta da giorni notizie di scontri nella zona, esplosi dopo il ritrovamento di quattro uomini sgozzati in un villaggio alla periferia della città, ma nessuna conferma è ancora arrivata dalle autorità.
Secondo il quotidiano El Watan, sarebbero state le segnalazioni degli abitanti della zona a spingere l'esercito all'inseguimento di un gruppo armato, composto da una ventina di uomini.
Il 2008 pare dunque iniziato come era finito il 2007: nel sangue. Il 2 gennaio a Naciria, in Cabilia, un'auto guidata da un attentatore suicida si è lanciata contro una caserma di polizia, uccidendo quattro persone e ferendone 25. L'attacco è stato rivendicato da al-Qaeda per il Maghreb islamico, la sigla che alla fine del 2006 ha preso il posto del Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento.

Terrore, da nord a sud. Il governo di Algeri è in fibrillazione e, ieri, esperti e specialisti del settore hanno partecipato al forum del quotidiano algerino El Moudjahid, interamente dedicato a questo tema. In particolare si è parlato dell'utilizzo di internet da parte delle organizzazioni terroristiche, non solo per comunicare tra loro, ma principalmente per reclutare nuovi adepti. ''Usiamo internet per tentare di rintracciare i terroristi che usano siti web per reclutare giovani, ma anche per comunicare tra loro, trasmettere comunicati al pubblico e ai governi'', ha dichiarato Moostefaiui Abdelkader, commissario di polizia, ''ma è quasi impossibile visto che la maggior parte dei siti usati dai terroristi sono creati all'estero''.
La presenza di gruppi armati legati ad al-Qaeda non riguarda solo la Cabilia, ma anche l'Algeria meridionale, al confine con Mali e Niger.
L'algerino Said Janit, responsabile per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana, lo ha ricordato in una recente intervista, nella quale dava per certa la presenza di al-Qaeda in Africa.
Durante il Vertice panafricano, che si terrà alla fine del mese in Etiopia, verrà affrontato il controverso progetto statunitense Africom, che punta a istallare basi militari Usa nel continente e al quale molti paesi africani si oppongono.

Christian Elia

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