14/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, la grave crisi a Tijuana costringe il governo centrale a inviare centinaia di soldati
  
Non c'è pace a Tijuana, città messicana alla frontiera con gli Usa. Non solo clandestini provenienti da ogni angolo del Centroamerica che in ogni momento tentano di oltrepassare il confine alla ricerca di un futuro più stabile, ma anche, e soprattutto, traffici illeciti di ogni tipo che rendono invivibile e ingestibile la situazione della città. Tanto che le autorità della Bassa California hanno dovuto chiedere al governo centrale l'invio di centinaia di soldati.

Gli uoini della polizia in arrivo a TijuanaI fatti. I grandi cartelli del narcotraffico, che sono anche quelli che gestiscono il passaggio di clandestini, la vendita di armi e il traffico di organi, hanno obbligato il governo messicano a prendere misure urgenti per tamponare la lunga sequela di omicidi degli ultimi mesi. Per questo motivo centinaia di agenti di polizia e uomini dell'esercito sono arrivati a Tijuana da ogni parte del Paese con l'unico obiettivo di investigare sui casi di malavita e sul coinvolgimento delle forze di polizia nelle attività illegali. Le nuove forze in arrivo a Tijuana andranno a dar man forte alle migliaia di agenti già presenti in zona. “Queste misure fanno parte del programma di lotta contro la criminalità organizzata che da queste parti è molto forte” ha detto il procuratore generale dello stato della Bassa California, Rommel Moreno. E i dati che giungono dal Messico sono davvero impressionanti. Nel solo 2007, nelle guerre fra cartelli nello Stato della Bassa California sono state uccise 400 persone. Ma il dato è minimo se si pensa che la lotta intestina fra bande criminali ha causato più di 2.500 morti in tutto il Paese. Non appena assunto l'incarico di Presidente, Felipe Calderon per cercare di tamponare la forte crisi in atto nel nord del Paese, inviò circa 25mila soldati dell'esercito che presero posto nella zona di Tijuana, senza però riuscire in pieno nel loro intento.

Polizia a TijuanaCorruzione. Sono la corruzione e la connivenza fra agenti e malavitosi che hanno reso tutto questo possibile. “Abbattendo la corruzione della polizia porremo fine all'aiuto e al sostentamento dei gruppi criminali. Per questo motivo dobbiamo cercare di dare una maggiore e una migliore competenza agli agenti della pubblica sicurezza” ha detto il comandante Aponte Polito. “Inoltre stiamo pensando di attivare una nuova serie di test - ha aggiunto Polito - che vanno da quello sulla sicurezza della persona a quelli tossicologici, in modo da evitare di avere tra le nostre fila agenti tossicodipendenti che sono facilmente corruttibili. La situazione adesso è davvero molto grave e noi non lo possiamo permettere. Eliminare un problema come la corruzione, molto radicato nella nostra società, è una cosa complessa e ci vuole tempo”. Per troppi anni, infatti, la corruzione delle forze di sicurezza della regione è stata la causa che “ha creato seri danni anche d'immagine e noi abbiamo tutto il diritto e la volontà di mettere fine a queste cose, arrestando i colpevoli”. Ma Polito è anche abbastanza fiducioso e crede che a tutto si possa trovare rimedio. Paletti fondamentali dai quali iniziare? “L'istruzione scolastica. Bisogna inculcare nei giovani i veri valori, come il rispetto per gli adulti e la trasparenza”. Ma come aveva già ripetuto, “ci vuole tempo per ottenere risultati importanti”

Alessandro Grandi

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