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I fatti. I grandi cartelli del narcotraffico, che sono anche quelli che gestiscono il
passaggio di clandestini, la vendita di armi e il traffico di organi, hanno obbligato
il governo messicano a prendere misure urgenti per tamponare la lunga sequela
di omicidi degli ultimi mesi. Per questo motivo centinaia di agenti di polizia
e uomini dell'esercito sono arrivati a Tijuana da ogni parte del Paese con l'unico
obiettivo di investigare sui casi di malavita e sul coinvolgimento delle forze
di polizia nelle attività illegali. Le nuove forze in arrivo a Tijuana andranno
a dar man forte alle migliaia di agenti già presenti in zona. “Queste misure fanno
parte del programma di lotta contro la criminalità organizzata che da queste parti
è molto forte” ha detto il procuratore generale dello stato della Bassa California,
Rommel Moreno. E i dati che giungono dal Messico sono davvero impressionanti.
Nel solo 2007, nelle guerre fra cartelli nello Stato della Bassa California sono
state uccise 400 persone. Ma il dato è minimo se si pensa che la lotta intestina
fra bande criminali ha causato più di 2.500 morti in tutto il Paese. Non appena
assunto l'incarico di Presidente, Felipe Calderon per cercare di tamponare la
forte crisi in atto nel nord del Paese, inviò circa 25mila soldati dell'esercito
che presero posto nella zona di Tijuana, senza però riuscire in pieno nel loro
intento.
Corruzione. Sono la corruzione e la connivenza fra agenti e malavitosi che hanno reso tutto
questo possibile. “Abbattendo la corruzione della polizia porremo fine all'aiuto
e al sostentamento dei gruppi criminali. Per questo motivo dobbiamo cercare di
dare una maggiore e una migliore competenza agli agenti della pubblica sicurezza”
ha detto il comandante Aponte Polito. “Inoltre stiamo pensando di attivare una
nuova serie di test - ha aggiunto Polito - che vanno da quello sulla sicurezza
della persona a quelli tossicologici, in modo da evitare di avere tra le nostre
fila agenti tossicodipendenti che sono facilmente corruttibili. La situazione
adesso è davvero molto grave e noi non lo possiamo permettere. Eliminare un problema
come la corruzione, molto radicato nella nostra società, è una cosa complessa
e ci vuole tempo”. Per troppi anni, infatti, la corruzione delle forze di sicurezza
della regione è stata la causa che “ha creato seri danni anche d'immagine e noi
abbiamo tutto il diritto e la volontà di mettere fine a queste cose, arrestando
i colpevoli”. Ma Polito è anche abbastanza fiducioso e crede che a tutto si possa
trovare rimedio. Paletti fondamentali dai quali iniziare? “L'istruzione scolastica.
Bisogna inculcare nei giovani i veri valori, come il rispetto per gli adulti e
la trasparenza”. Ma come aveva già ripetuto, “ci vuole tempo per ottenere risultati
importanti”Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra Peacereporter