14/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La terra coltivabile sta progressivamente scomparendo
scritto per noi da
Raffaele Coniglio*
 
Mentre i media locali e internazionali continuano a parlare delle ultime elezioni in Kosovo e della risoluzione dello status di questa regione serba presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, buona parte della popolazione kosovara si misura quotidianamente con la crisi dell'agricoltura, che fa poca notizia ma e’ fondamentale per il futuro di questo territorio.
 
il mercato di mitrovica - foto di raffaele coniglio Il settore agricolo in Kosovo è la principale attività economica, che ricopre il 25 percento del Pil del Kosovo e impiega all’incirca 145mila persone, il 42 percento della forza lavoro. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Agricoltura del Kosovo, la popolazione agricola è stimata in circa il 62,5 percento del totale, quasi 1,25 milioni di persone, la più alta rispetto a paesi come Albania, Turchia, Macedonia, Slovenia, Croazia e Serbia.
Il Kosovo ha un elevato tasso di povertà, un elevatissimo tasso di disoccupazione, con punte che raggiungono anche il 70 percento in alcune aree, un settore industriale fino ad ora privilegiato che non ha portato i risultati desiderati. Secondo dati del 2003 del ministero dell’Agricoltura, l’importazione di prodotti agroalimentari sfiora il 24 percento del totale delle importazioni per un valore di 288 milioni di euro, laddove le esportazioni si fermano ad appena 7,8 miliardi di euro e soltanto il 16 percento delle esportazioni riguarda prodotti agricoli e cibo. Questi dati, insieme alla scarsa volontà politica del governo kosovaro, fanno sì che questa regione non riesca a rispondere al proprio fabbisogno interno.
 
il mercato di mitrovica - foto di raffaele coniglioCattiva gestione. Per la terza volta consecutiva, il ministero dell’Agricoltura è stato affidato alla governance delle minoranze ( i partiti politici albanesi del Kosovo hanno cercato di accaparrarsi i ministeri che ritenevano più importanti, lasciando agli altri quelli ritenuti meno importanti e ogni volta l’agricoltura è rimasta moneta di scambio). La voce di budget è da sempre limitata e non ha mai ecceduto lo 0,5 percento del budget del Kosovo. Di fronte a queste scelte politiche, la naturale reazione della popolazione rurale, dopo le incessanti ma inutili richieste di maggiore supporto istituzionale all’agricoltura, è stata quella di abbandonare le terre agricole e conseguentemente riversarsi in città in cerca di qualcosa di più redditizio da fare. Non ci si può certo lamentare di chi lascia la terra incolta visto che in questo stato di cose, con un forte afflusso di denaro internazionale, costa meno comprare prodotti dall’estero che produrli localmente. Tali comportamenti sociali sono la naturale conseguenza dello sviluppo selvaggio e maldestro che la classe politica locale, con l’avallo della Comunità Internazionale, ha voluto far intraprendere al Kosovo.
La devastazione è sotto gli occhi di tutti, basta vedere le oltre millecinquecento stazioni di benzina sparse per il Kosovo, le tantissime piscine, i campi da calcio e le numerose e troppo spesso inopportune strutture alberghiere che distruggono per sempre la terra coltivabile. Ogni anno infatti tra i mille e i duemila ettari di terra coltivabile vanno perduti.
 
il mercato di mitrovica - foto di raffaele coniglioSperanze per il futuro. Recenti dati della Fao mostrano che questa regione ha 342 mila ettari di terreno coltivabile, una media di appena 0,18 ettari pro-capite. Secondo gli standard di sviluppo, i paesi che hanno una media di 0,15 ettari pro-capite sono considerati paesi che non possono provvedere da soli al fabbisogno di prodotti agroalimentari. Il Kosovo sta così intraprendendo una strada senza uscita.
Con un certo ritardo si è finalmente capito il danno sino ad ora fatto, per lo meno sulla carta. Oggi il Kosovo ha una legge per la protezione delle terre coltivabili, ma da sola non basta. Servono strutture ad hoc che ancora non ci sono. È stato inoltre creato un valido documento, l’Agriculture and Rural Development Plan 2007 – 2013, un testo corposo, il primo di questo genere, non soltanto per il Kosovo, ma per l’intera regione. Si tratta di una strategia che presenta un quadro completo ed esaustivo di dati insieme alla programmazione prossima futura che riguarderà il settore agricolo kosovaro per il periodo 2007-13 e fa riferimento anche a come affrontare le carenze legislative e istituzionali. Peccato però che questo bel progetto, per essere attuato alla lettera, richieda altri 200 milioni di euro.
Parole chiave: serbia, kosovo, mitrovica
Categoria: Politica, Ambiente, Economia
Luogo: Serbia