Aki Ra, cresciuto piantando mine per i Khmer Rossi, ora dedica la sua vita allo sminamento

Aki Ra vive a Siem Reap, la città famosa in tutto il mondo
per il meraviglioso sito archeologico di Angkor.
Aveva pochi anni quando i suoi genitori sono stati entrambi
uccisi dal regime di Pol Pot. Lui è stato allevato nella giungla in un campo
guerrigliero degli Khmer Rossi, dove ha imparato a cacciare cervi e cinghiali
con il kalashnikov e con le mine antiuomo. E a combattere contro i vietnamiti
dopo la caduta del regime. Aki Ra ha minato centinaia di strade e villaggi nelle
zone di Siem Reap, Otdar Meanchey e verso il confine thailandese. Quando nel
1986 i vietnamiti occuparono questa regione, il tredicenne Aki Ra fu costretto
ad arruolarsi nel nuovo esercito, vietnamita prima e cambogiano poi.
Contrappasso. Negli
anni novanta, lasciata la divisa, Aki Ra ha deciso di tornare sui suoi passi,
iniziando
a togliere tutte le mine che aveva piantato. Sminare divenne la sua missione,
le
mine la sua fissazione, al punto da chiamare sua figlia Mina. Ne ha raccolte
centinaia, tutte a mano, e nel 1999 ha deciso con sua moglie Hourt di trasformare
la sua casa di Siem Reap in un museo delle mine e di avviare con alcuni
volontari amici suoi un programma di educazione sulle mine per la gente dei
villaggi ancora infestati da questi ordigni.
In Cambogia si calcola vi siano ancora sei milioni di mine che
continuano a mietere vittime: trecento morti e mutilati tra il gennaio 2006 e
l’agosto
2007. Una piaga a cui sia aggiungono, al confine con il Vietnam, centinaia di
migliaia di bombe inesplose lanciate dagli aerei Usa negli anni Settanta:
questi, nello stesso periodo sopraccitato hanno ucciso o mutilato 415 persone
secondo i dati del Cambodia Mine/Uxo
Victim Information System.