Un'operazione anti – terrorismo è stata compiuta, nei giorni scorsi, ma resa
pubblica solo oggi, dai reparti scelti dell'esercito algerino nella foresta della
regione nota come Jebel el-Ouehch (la montagna del mostro).

L'esercito ha bombardato con elicotteri d'assalto una parte della regione boscosa
nei pressi della città di Costantina dove, secondo i militari di Algeri, si nascondono
i guerriglieri islamici legati all'organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb.
Dopo la sanguinosa guerra civile degli anni Novanta, costata la vita a più di
150mila algerini, negli ultimi anni è ripresa la lotta tra il governo centrale
e le cellule fondamentaliste.
Solo nell'ultimo anno, tra militari, civili e guerriglieri, sono state almeno
300 le vittime delle violenze in Algeria.
Il presidente Abdelaziz Bouteflika, che secondo la stampa algerina prepara una
modifica costituzionale per ottenere un terzo mandato, aveva offerto un'amnistia
a tutti i miliziani che avessero deciso di abbandonare la lotta armata in cambio
dell'impunità. La misura, molto impopolare tra i parenti delle vittime, ma ben
vista dall'esercito che avrebbe così ottenuto di non dover rispondere dei suoi
crimini, è stata approvata con un referendum popolare un anno e mezzo fa.