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Antefatto. Dal 2 gennaio la dittatura militare che da 42 anni detiene il potere aveva annunciato
di aver aumentato di 160 volte il prezzo dell'abbonamento alla tv satellitare.
La nuova tassa da pagare al ministero delle Telecomunicazioni sarebbe stata di
un milione di kyat, pari a 800 dollari usa. Il prezzo precedente era di 6mila
kyat, o cinque dollari. Il salario annuo medio di un birmano è inferiore ai 200
dollari americani. Evidentemente a questi costi il servizio sarebbe stato inarrivabile
per la quasi totalità dei 60mila possessori di una parabola registrati presso
il ministero delle comunicazioni di Naipidò (la nuova capitale creata dal regime).
Alcuni analisti avevano spiegato la mossa con la necessità del regime di procurarsi
moneta straniera sonante; per la maggior parte dei corrispondenti stranieri la
ragione dietro il provvedimento annunciato era impedire che i cittadini avessero
accesso alle notizie non filtrate sulla repressione brutale dei mesi precedenti,
così come le avevano fornite la britannica Bbc, Voice of America e la radio dei dissidenti, Democratic Voice of Burma. Questi tre erano i canali più seguiti durante gli scontri tra protestanti e dittatura
che avevano portato a circa 300 morti e oltre 6mila arresti tra fine settembre
e inizio ottobre.
La storia vera. Ma i redattori di Dvb, raggiunti telefonicamente in Norvegia, dove hanno ricevuto lo status di rifugiato
politico, non denunciano nessun calo negli ascolti. “Il governo militare ha solo
minacciato il provvedimento, ma al momento non esiste nessuna legge che attui
questo incremento dei prezzi – ha spiegato il caporedattore della radio, Moe Aye
– abbiamo sentito in diverse grandi città i nostri contatti, che organizzano gruppi
di ascoltoo dei nostri notiziari per avere accesso a informazioni non controllate.
Ci hanno riferito tutti di non aver pagato nessuna tassa extra. A quelli che erano
andati all'ufficio locale del ministero delle comunicazioni a pagare, è stato
ribadito di tornare a casa, che non c'era al momento nessuna circolare sulle nuove
tariffe per il satellitare. E' un bluff dei generali che sperano di intimidire
i consumatori a casa. Ma sono consapevoli che il business del satellitare non
si può fermare: in tutti i bar e i ristoranti birmani i clienti sono attaccati
agli schermi per seguire il calcio internazionale quando ci sono le partite, oppure
quando ci sono le estrazioni della lotteria thailandese, la più seguita dai miei
connazionali. Girano troppi soldi intorno la tv satellitare, e i militari non
si possono permettere di rinuciarvi”. Altra cosa sarà capire se i militari possono
controllare tutti i possessori d'una parabola. “I militari non hanno i mezzi tecnici
per monitorare chiunque abbia un'antenna satellitare. Sono decine di migliaia,
e non tutti la hanno dichiarata. Noi di Dvb siamo comunque già pronti ad ogni
evenienza. Come ho detto, abbiamo delle specie di 'gruppi di ascolto' nelle maggiori
città: dissidenti che si riuniscono per sentire i nostri notiziari, che vengono
ripetuti a intervalli di un'ora. Se dovessero aumentare così tanto la tariffa,
siamo già organizzati perché i responsabili di ogni gruppo paghino almeno un abbonamento,
per seguire le nostre trasmissioni e copiarle su Cd da distribuire ai sostenitori
della libera informazione”. Con buona pace di chi dice che la pirateria non aiuta
a diffondere la cultura.Gianluca Ursini
Parole chiave: Bbc, Voice of America, Democratic Voice of Burma, Ursini