09/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Bertone vola a Cuba e ricorda il successo del viaggio di Giovanni Paolo II nel 1998.
  
A fine febbraio una delegazione del Vaticano con a capo il cardinal Tarcisio Bertone volerà verso i Caraibi e si fermerà a Cuba, uno degli ultimi baluardi socialisti del pianeta.
Scopo della visita, ricordare il decimo anniversario del viaggio di Giovanni Paolo II, che nel 1998 incontrò il Lider Maximo, Fidel Castro. In quell'occasione Cuba si fermò per rendere omaggio al sommo pontefice, che si pronunciò contro l'imposizione del blocco economico voluto dagli Usa. La visita fu un vero successo.

Il cardinal BertoneDalla chiesa cattolica. “La visita di fine febbraio del cardinale Bertone è molto importante. La sua finalità è commemorare l'arrivo a Cuba nel 1998 dell'allora papa Giovanni Paolo II. Il significato della visita di Bertone e l'effetto che potrà avere sulla situazione  dell'isola, è da mettere in relazione all'attualità del messaggio papale. Un messaggio di speranza e di verità” racconta dalla sede dell'Havana Josè Felix Perez, segretario aggiunto della conferenza episcopale cubana. E continua nel suo racconto sullo stato di salute della chiesa cattolica nell'isola dei Castro. “La chiesa cubana è viva, piena di voglia di fare e di risorse umane. E' fedele alla sua missione, che è quella di stare più vicino possibile al popolo e diffondere quanto più possibile la conoscenza di Cristo e dei Vangeli”. Nel momento in cui si affronta l'argomento dei rapporti fra Stato cubano e chiesa cattolica, Felix mette i puntini sulle i. “Le relazioni sono sempre le stesse, nonostante il cambio alla guida della nazione. I rapporti fra Stato e Chiesa sono mantenuti in piedi dall'Oficina de Atencion de Asuntos Religiosos, che è il nostro tramite. Comunque da quando Raul Castro ha assunto il potere ad interim nel luglio del 2006 nei rapporti fra le due entità non è cambiato nulla. Speriamo in bene per il futuro”. Quello che riserverà il futuro, però, non è dato saperlo ancora anche se Felix speranze ne ha. “Soprattutto quella di poter continuare tranquillamente nella nostra attività di diffusione della fede. Sapere di poter contare su un popolo dalle mille risorse e dotato di una grande coscienza che possa aiutare il Paese a avere un futuro migliore del presente”.

raul e Fidel CastroCuba. Forse, però, il fatto che la chiesa cattolica sia stata perseguitata a Cuba è un luogo comune che difficilmente si riesce a eliminare, come raccontano dall'Associazione di Amicizia Italia Cuba. “Fra lo Stato del Vaticano e lo Stato cubano ci sono sempre stati buonissimi rapporti. Solo nei primi anni Sessanta ci furono dei problemi per via degli aiuti forniti ai controrivoluzionari dai preti spagnoli. Ma a parte questa cosa i rapporti sono sempre stati positivi. Ricordo che anche in occasione della visita di Giovanni Paolo II Cuba si mobilitò in massa per dare lo spazio necessario a questo grande personaggio pubblico mondiale. Non ci furono problemi a far svolgere messe pubbliche tanto che una si tenne nella grande piazza della Rivoluzione”. Dunque il falso mito del cubano mangiapreti è pura invenzione propagandistica? Sembra proprio così, come racconta il presidente dell'Associazione. “Quando Giovanni Paolo II morì, a Cuba furono proclamati tre giorni di lutto nazionale e la popolazione si fermava davanti ai registri per partecipare al cordoglio. L'equazione comunista uguale a mangiapreti è una cosa che non sta in piedi”

Alessandro Grandi

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