
Il governo colombiano ha detto che non accetterà nessun'altra commissione internazionale
come quella che a fine dicembre ha organizzato Hugo Chavez con lo scopo di recuperare due
ostaggi e un bambino che le Farc avevano deciso di liberare. Una missione poi
fallita, dato che la guerriglia non è riuscita a mantenere la parola data per
varie complicazioni: i ventimila uomini sguinzagliati dal presidente Alvaro Uribe
sul territorio scelto per la liberazione e il fatto che uno dei tre, il figlio
di 3 anni di Clara Rojas (anche lei nel gruppo da liberare), non fosse più in
mano alle Farc da tempo e i ribelli non lo hanno potuto recuperare per consegnarlo
alla missione. Così, Uribe ha colto l'occasione per sbarrare nuovamente la strada
a Hugo Chavez, unico capo di stato a essere riuscito a intavolare un discorso
fruttuoso con le Farc, ribandendo che bloccherà ogni coinvolgimento non benvenuto
né richiesto nei suoi affari interni.
Vicenda intricata. Uribe è uscito molto rafforzato dall'ultima vicenda fallimentare che ha coinvolto
le Farc, accusate di aver mentito all'intera comunità internazionale sulla questione
di Emmanuel, il figlio della Rojas. In realtà queste ribattono che Emmanuel, quando
è stato indiduato dai servizi segreti, fosse in mano a persone fidate, che lo
stavano crescendo fuori dalla dura vita della giungla, e quindi accusano il governo
di averlo scoperto e "sequestrato". Questo bambino è infatti figlio di un guerrigliero
e della braccio destro della franco-colombiana Ingrid Betancourt, rapita nel febbraio
del 2002. E' nato dunque durante la cattività della madre, ma non è vittima di
nessun sequestro. Una questione intricata, che vede da una parte la fermezza del
governo, che non vuole facilitare lo scambio dei prigionieri in nessun modo, e
dall'altro la guerriglia, che chiede precise condizioni per aprirsi allo scambio
umanitario, cominciando intanto con il rilascio di due dei 45 ostaggi del gruppo
dei prigionieri politici. Su tutto, si erge la pressione dei paesi esteri, in
particolare la Francia, che vuole la liberazione di tutti gli ostaggi quanto prima.
Dal canto loro, le Farc continuano a ribadire che procederanno con la liberazione
di Clara Rojas e Consuelo Gonsalez, in barba al pugno di ferro di Uribe, e ringraziano,
di contro, Hugo Chavez perché è l'unica "speranza di pace" per la Colombia.