08/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ucciso a Colombo il ministro per la Ricostruzione nazionale. Rappresaglia per l'omicidio del capo dell'intelligence Tamil
di gianluca Ursini
 
all'ospedale un tentativo disperato di salvare il ministroIl conflitto tra Tigri Tamil indipendentiste e governo dello Sri Lanka sale di livello, coinvolgendo ministri, da un lato, e alti dirigenti, dall'altro. E l'armistizio del 2002 è ufficialmente carta straccia, per il Governo di Colombo. Nella mattinata di martedì 8 gennaio Dassanayake, ministro per la 'ricostruzione nazionale' di Colombo, è morto in ospedale dopo che la sua jeep blindata era saltata su di una mina piazzata dai ribelli. Una rappresaglia indipendentista per l'uccisione, due giorni prima, del capo dei servizi segreti Tamil, Charles S. Ravishankar, o “Colonnello Charles”.
 
Antefatto Il capo dell'intelligence militare delle tigri Tamil Eelam veniva ucciso domenica 6 gennaio dai militari srilankesi nel settentrione dell'isola, secondo quanto riportato dal sito indipendentista'TamilNet'. Un attentato portato a termine con una bomba piazzata al ciglio della strada contro Shanmuganathan Ravishankar e le tre guardie del corpo che viaggiavano in macchina con lui, nel distretto di Mannar. Un portavoce dei militari aveva invece fornito una diversa versione, secondo la quale il capo dei servizi segreti Tamil sarebbe stato ucciso in uno dei tanti scontri che hanno insanguinato il Nord del Sri Lanka negli ultimi giorni, a seguito di una nuova offensiva dell'esercito federale. Da Colombo hanno reso noto di aver ucciso, solo sabato 5 gennaio, 36 ribelli Tamil. L'omicidio del capo dell'intelligence ha dato un altro colpo mortale  a una organizzazione già minata dall'uccisione, il 2 novembre passato, del capo politico delle Tigri. Thamilselvan  era  stato liquidato con le stesse modalità dall'esercito singalese. Era l'unico ponte politico tra ala militare dei ribelli e Colombo, nonché unico mediatore ufficiale degli indipendentisti nel processo di pace.
 
l'auto su cui viaggiava il ministro dopo l'esplosioneAttentato Martedì il ministro Dassanayake stava andando in aeroporto sulla sua jeep blindata con due veicoli di scorta. Una mina è esplosa ai lati della statale all'altezza di Ja Ela, 19 chilometri a nord della capitale Colombo. In tarda mattinata la conferma che il ministro era morto in sala operatoria nell'ospedale di Ragama, dove era stato portato per un intervento chirurgico. Per la polizia è stato usato esplosivo 'Claymore mine', un marchio di fabbrica Tigri Tamil. Questo dopo che con il nuovo anno i combattimenti nel nord dell'isola sono ripresi con il ritmo da guerra aperta che aveva anche chiuso il 2007. L'esercito srilankese sta lanciando una offensiva massiccia, che ha causato una media di trenta ribelli uccisi al giorno. Lunedì 7 sono stati 20 i ribelli Tamil dati per uccisi dall'esercito regolare.

Pace in stallo Il governo di Colombo ha dato notizia proprio in questi giorni di aver intenzione di ritirarsi dal formale accordo del 2002, sponsorizzato dai mediatori norvegesi, per un cessate il fuoco tra Tigri e governo della maggioranza singalese. La data per il fallimento ufficiale dell'armistizio è il 16 gennaio prossimo. Ormai da due anni l'accordo per il cessate il fuoco veniva periodicamente disatteso, con il lancio di campagne di guerriglia da parte di ribelli ed esercito. Dal 2005 sono morte altre 5mila persone, in un conflitto che finora conta oltre 70mila morti dal 1973. Il 23 novembre, giorno della memoria dei caduti, il leader delle tigri Tamil Velupillai Prabhakaran aveva detto in un discorso ufficiale che “nessuna pace è possibile con lo stato genocida dei singalesi (Colombo), perché non hanno intenzione di riconoscere l'unico punto che può portare ad una pace duratura: il riconoscimento del popolo e della nazione Tamil”. Questo, dopo che con l'omicidio di Thamilselvan il 2 novembre i militari di  Colombo avevano già ucciso il processo di pace.

Gianluca Ursini

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