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L'ultima storia. Si chiama Igor
Portu Juanena, classe 1978. In queste ore è ricoverato nel
reparto emergenze dell'ospedale di San Sebastian, Paesi baschi, in
stato grave. Ha due costole rotte e una perforazione polmonare.
Un'emorragia nell'occhio sinistro, abrasioni ed ematomi in tutto il
corpo.
Eredità franchista.Un
esempio di questa eredità lo troviamo nella storia italiana
del secondo Novecento, quando i neofascisti riparavano in Spagna,
prima ancora che in America latina al soldo del ministero degli
interni per la guerra sporca contro i militanti baschi. Dal 1982 al
1989 i GAL ( Grupos armados de liberacion) uccisero e ferirono al
soldo dello stato nelle provincie basche. Con loro o con gruppi
simili (Triple A, Batallon Vasco-español)
lavorarono squadracce di mercenari, fra cui Stefano Delle Chiaie e
camerati, che vennero riconosciuti in foto d'epoca, pistola in pugno.
Il collegamento fra i servizi di intelligence, creati dal
delfino di Franco, l'ammiraglio Carrero Blanco (fatto saltare in aria
proprio da Eta), i neofascisti italiani e manovalanza portoghese è
ormai un dato acclarato. Poco si parla, invece, di quanto è
rimasto di quella sottocultura all'interno della Guardia Civil, della
Policia Nacional o dell'esercito spagnolo, che per Costituzione è
garante dell'unità territoriale di Spagna ( art.8).
E la Spagna di Zapatero. Tutto
questo nella democratica Spagna di José Luis Rodriguez
Zapatero, che si avvia a elezioni e che verrà ricordata per i
grandi progressi nelle politiche sociali e dei diritti individuali.
Eppure, c'è anche chi descrive lo stesso premier come incapace
di poter influire sui 'torturatori' presenti nelle sue forze di
polizia. Così alcuni analisti hanno vissuto le prime denunce
di tortura che giungevano dai Paesi baschi all'indomani
dell'investitura del neo premier, una sorta di biglietto da visita e
di messaggio, e questa chiave di lettura potrebbe soddisfare un altro
dato, solo per citare il caso basco: nel 2006 i casi di tortura
denunciata furono tre, nonostante la tregua e il cosiddetto processo
di pace. Nel 2007, cambiate le carte in tavola – anche se il
Governo continuerà a dialogare in segreto - le denunce
presentate sono state quarantadue. E nessuna di loro arriverà
ad essere accettata in un tribunale. O almeno così dicono le
statistiche sull'impunità degli aguzzini. Angelo Miotto