Il ministero della Difesa israeliano,
per voce di Mike Herzog, un suo funzionario, ha rifiutato di
divulgare la sua banca dati aggiornata sulle presenze di coloni
israeliani in Cisgiordana e nei quartieri ebraici di Gerusalemme.

I
dati vengono mantenuti segreti “per non rischiare di arrecare danno
alla sicurezza nazionale e alle relazioni estere di Israele”.
Herzog ha reso noto il rifiuto del suo dicastero all'Alta Corte di
Giustizia di Tel Aviv, che sosteneva la richiesta per conto del
Movement for Freedom of Information in Israel e dell'organizzazione
Peace Now. Il giudice che ha in mano il caso non ha ancora espresso
un parere. La questione ha origine nel 2004, quando un altro
dirigente del ministero della Difesa, Baruch Spiegel, ebbe l'incarico
di quantificare le attività di colonizzazione israeliane,
attingendo informazioni anche da uffici restii a rendere pubblici i
propri dati. Lo studio di Spiegel, la cui preparazione è stata
tenuta segreta, rivelava come la massiccia costruzione di alcuni
insediamenti sia stata realizzata senza i necessari permessi, spesso
su terreni di proprietà dei palestinesi.
É possibile che il rifiuto di
divulgare quei dati sia da mettere in relazione con la necessità
di smorzare possibili polemiche durante la missione diplomatica di
Bush in medio oriente, che inizierà mercoledì, e
durante gli incontri del comitato congiunto di israeliani e
palestinesi, istituito ad Annapolis. In quest'ultimo, che proprio
oggi si incontra per la seconda volta, i negoziatori delle due parti
affronteranno anche temi chiave per il negoziato di pace, quali i
confini di Gerusalemme, le colonie in Cisgiordania e lo status dei
profughi palestinesi nei paesi confinanti. Per protestare contro il rifiuto del
ministero, e anche contro la visita del presidente Usa George Bush,
l'organizzazione pacifista israeliana Peace Now ha anche organizzato
una marcia di protesta nei pressi di Migron, un avamposto illegale
non lontano da Ramallah in cui abitano in modo stabile circa 300
coloni.