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Prima la Russia che fa la voce grossa, ritornando a toni da Guerra fredda. Ora il principale alleato statunitense nella “Nuova Europa”, come la definì l'allora segretario alla difesa Donald Rumsfeld, che inizia a nicchiare. La costruzione del cosiddetto “scudo spaziale”, il progetto anti-missilistico statunitense con basi in Polonia e Repubblica Ceca in funzione ufficialmente anti-iraniana, è incocciata in un altro ostacolo. Il nuovo ministro degli esteri polacco, Radek Sikorski, ha detto che il suo governo non è ancora pronto per accettare il piano Usa, perché deve prima considerare i vari costi e rischi dell'operazione. Il ripensamento di Varsavia segnala un cambiamento nella sua politica estera, dopo che lo scorso autunno l'esecutivo ultraconservatore – e fedele alleato degli Usa – di Jaroslaw Kaczynski è stato rimpiazzato dal più moderato governo di Donald Tusk.
Le parole di Sikorski. “Questo è un progetto americano, non polacco”, ha detto Sikorski in un'intervista
al quotidiano Gazeta Wyborcza. “Noi non ci sentiamo minacciati dall'Iran”, ha
aggiunto il ministro. “Dobbiamo discutere a fondo non solo dei benefici, ma anche
dei rischi. Non può essere che siamo gli unici a pagare dei costi”. Sikorski ha
fatto riferimento in particolare alle elezioni statunitensi di novembre, spiegando
che Varsavia sta studiando le posizioni dei vari candidati: “Lo scenario peggiore
è quello in cui la Polonia dà il suo nulla osta allo scudo, si accolla i costi
politici e poi la base non viene costruita perché è cambiato il governo Usa”.
Il governo Kaczynski aveva accettato in linea di principio di installare su territorio
polacco dieci sistemi missilistici di intercettazione Usa, senza però firmare
un trattato.
I rapporti con la Russia. Il nuovo governo vuole insomma maggiori chiarimenti, prima di impegnarsi in un
progetto che per la Polonia avrebbe conseguenze politiche non indifferenti, specie
nei rapporti con la Russia. Nei mesi scorsi, considerando lo scudo missilistico
Usa una minaccia alla propria sicurezza, il Cremlino ha alzato il livello verbale
dello scontro. In protesta con Washington, il presidente russo Vladimir Putin
ha sospeso la partecipazione di Mosca al Trattato sulle Forze armate convenzionali
in Europa (Cfe). Le relazioni tra Polonia e Russia, inoltre, sono tese da qualche
anno. Nel 2005 Mosca ha imposto il divieto di importazione di carne polacca, citando
scarsi standard di igiene. Ma Varsavia è anche preoccupata per la collaborazione
tra Russia e Germania in campo energetico: il progetto del gasdotto North Stream,
che correrebbe sotto il Mar Baltico, lascerebbe la Polonia alla mercé di una Russia
che negli ultimi anni ha dimostrato di esser capace di chiudere letteralmente
i rubinetti del gas ai Paesi vicini.Alessandro Ursic