04/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo l'attentato di ieri arrestati 44 militanti e nuovi raid aerei in Kurdistan iracheno
La reazione della Turchia non si è fatta attendere. A poche ore dall'attentato di Dyarbakir, nel quale hanno perso la vita cinque soldati turchi, il presidente della Repubblica Abdullah Gul, in una intervista alla tv statale Trt-1 andata in onda ieri sera, ha affermato che il terrorismo è il problema più grave della Turchia, una questione di vita o di morte davanti alla quale ''governo, civili e militari non possono restare divisi''.

Gli ha fatto eco il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, secondo il quale ''il terrorismo con l'attentato di Diyarbakir ha mostrato il suo volto insanguinato e la Turchia continuerà a combatterlo con determinazione''. Secondo fonti curde, quattro aerei da guerra turchi hanno sorvolato nelle ultime ore le regioni del Kurdistan iracheno a ridosso del confine con la Turchia, dove secondo le autorità di Ankara si nascondono gli autori dell'attentato.
I caccia hanno compiuto diverse sortite sui monti Kandil e sulle zone di Karokh and Balian, tra il pomeriggio di ieri e la mezzanotte. Per contrastare la guerriglia dei separatisti curdi turchi, Ankara ha ammassato a ridosso del confine l'Iraq oltre 100mila militari e nelle scorse settimane ha condotto diversi raid in territorio iracheno, per colpire le basi da cui la Turchia ritiene partano molti degli attacchi sul suo territorio dei guerriglieri separatisti curdi turchi del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan.
Parallelamente, la polizia ha arrestato 40 membri della filiale turca di Hezbollah, l'organizzazione sciita appoggiata dall'Iran e dallo Hezbollah libanese. La vasta operazione,è avvenuta contemporaneamente in 4 città della Turchia: Istanbul, Mersin, Konya e Diyarbakir.
 
Categoria: Guerra
Luogo: Turchia