12/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Iraq ne è un esempio ed Emergency lo racconta

CucinaOltre un milione e mezzo di morti ogni anno fra Asia, Africa e America Latina causati dai fumi che inquinano l’aria delle abitazioni.

Per l’Organizzazione mondiale della sanità  il fumo causato dall’utilizzo in casa di combustibili solidi è una delle quattro cause principali di morte e malattia nei paesi in via di sviluppo. Per esempio, secondo quanto riportato dalla rivista medica The Lancet , l’esposizione per tutto il giorno delle donne a stufe e fornelli quadruplica il loro rischio di sviluppare malattie polmonari croniche ostruttive, con progressiva difficoltà nella respirazione; inoltre, pur essendo necessarie ancora ricerche, sono stati segnalati collegamenti anche tra inquinamento domestico e basso peso dei bambini alla nascita, mortalità infantile, cataratta e cancro.

Sulle pagine di The Lancet, Cowan Coventry, a capo della britannica Intermediate Technology Development Group (ITDG) che a fine novembre dello scorso anno ha pubblicato un rapporto sull’argomento e sulla necessità di interventi urgenti, ha d’altra parte sottolineato come, a causa della povertà, ben una persona su tre sia costretta a cucinare accendendo piccoli fuochi proprio nel centro dell’abitazione, con conseguente diffusione nell’aria dei prodotti nocivi di combustione. Una possibilità per ridurre gli effetti tossici dei fuochi domestici sarebbe passare a combustibili più sicuri da questo punto di vista, come gas o cherosene, e attrezzare in modo adeguato l’abitazione, per esempio prevedendo camini per le stufe e cappe per i fornelli. Ma se il cambio di combustibile potrebbe migliorare l’aria respirata, è indispensabile contemporaneamente affiancare la riorganizzazione delle mura domestiche e l’utilizzo di strumenti sicuri, per non incorrere in un altro tipo di incidenti, come le ustioni per l’esplosione di stufe a gas o cottura dei cibi in zone a rischio. L’Iraq ne è un esempio.

Cucina «Uno dei principali problemi sanitari nel Nord Iraq è legato all'altissimo numero di ustionati, adulti e bambini. Dall'inizio delle attività chirurgiche nel 1997 al febbraio 2002 Emergency ha curato, nel reparto ustionati pediatrici di Sulaymania, 3.021 bambini tra 0 e 12 anni e 1.993 in quello di Erbil (dove il reparto è stato aperto nel maggio 2000)» spiega Donatella Farese, desk officer per i progetti Iraq e Palestina di Emergency. «Si tratta, nel 90 per cento dei casi, di incidenti domestici da liquidi bollenti (acqua, tè, latte) o esplosione di stufe a gas. Le precarie condizioni di vita, inoltre, della maggior parte delle famiglie dei villaggi costringono le donne a cucinare usando mezzi di fortuna e direttamente sul pavimento: mete facilmente raggiungibili per i bambini piccoli. Meno frequenti, ma dalle conseguenze molto più gravi, sono le ustioni provocate dall’elettricità o da sostanze chimiche. Si tratta di dati ancora più importanti se si pensa alla percentuale dei decessi nel caso di ustionati adulti».

Parlando di ustioni negli adulti, vi è purtroppo anche un altro aspetto da considerare. Il numero di donne ustionate è addirittura doppio rispetto a quello degli uomini, e se questi ultimi sono quasi solo vittime di incidenti, le prime scelgono anche questo terribile mezzo per suicidarsi.

Emergency «I casi di suicidio femminile, sempre più frequenti, sono dovuti a difficoltà sociali: povertà estrema, matrimoni forzati e spesso violenti. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di giovani donne tra i 15 e i 30 anni che - se non muoiono - sono costrette a tornare alla dura vita di prima, completamente sfigurate e senza alcun supporto psicologico. La grave situazione e la concreta impossibilità di affrontarla da parte delle strutture locali hanno spinto le autorità di entrambe le città a chiedere a Emergency di ampliare i criteri di ammissione nei reparti ustionati. A giugno 2003 e luglio 2003 sono state inaugurate le due nuove strutture per ustionati adulti. Ogni struttura comprende tre corsie (due femminili e una maschile) e due stanze per l'isolamento, per un totale di 20 posti letto, i servizi e un reparto di fisioterapia» conclude Donatella Farese.

 

Valeria Confalonieri

 

Categoria: Salute
Luogo: Iraq