stampa
invia
Le elezioni in Pakistan, inizialmente previste per l'8 gennaio, sono state rinviate
al 18 febbraio. Lo ha deciso oggi la commissione elettorale, citando l'impossibilità
di tenere il voto nella data prevista dell'8 gennaio a causa delle violenze successive
all'assassinio dell'ex premier Benazir Bhutto, leader del Partito popolare pachistano.
Dal 27 dicembre scorso, quando la leader politica è stata uccisa, nel Paese si
sono contati almeno 47 morti in diversi scontri.
Il presidente della commissione, Qazi Muhammad Farooq, ha detto che il rinvio si è reso necessario dal momento che in diverse province, soprattutto Sindh e Punjab, gli uffici elettorali non sono pronti a tenere le elezioni l'8 gennaio a causa delle distruzioni causate dagli scontri successivi all'uccisione della ex premier Benazir Bhutto. Farooq ha aggiunto che la decisione è stata presa dopo aver ascoltato le commissioni elettorali regionali e i partiti politici. Si è inoltre deciso di aspettare la conclusione del mese sacro musulmano di Muharram, che finisce l'8 di febbraio. "Prometto a tutti i partiti politici - ha detto Farooq - che le elezioni saranno giuste, eque e trasparenti e li esorto ad accettare questa decisione nell'interesse supremo della nazione e a partecipare pienamente" alla consultazione.
Il Ppp e gli altri aprtiti di opposizione intendevano però comunque andare al voto il prima possibile, anche contando di poter sfruttare la reazione popolare all'omicidio delle Bhutto, e ora accusano i funzionari governativi di cercare di influenzare l'esito delle elezioni.
Intanto, nel nord-ovest del Paese continuano gli scontri tra esercito e militanti islamici ispirati ad al-Qaeda. Una serie di battaglie nel Waziristan del sud ha causato l'uccisione di 25 estremisti da ieri, hanno annunciato oggi le forze armate di Islamabad.