Sarà oggi il grande giorno? Potranno Consuelo, Clara Leticia e Emmanuel, riabbracciare
i loro cari e raccontare la loro storia? Sembra proprio così.
Dopo l'approvazione da parte colombiana del piano del presidente venezuelano
Hugo Chavez per andare a prendere i tre ostaggi da anni in mano alle Farc, è scattata
inesorabile l'organizzazione del blitz.
Elicotteri e aerei, a dire il vero, erano già pronti oggi sulle piste di rullaggio
venezuelane ma la logistica era talmente imponente che si è preferito rinviare
l'operazione di 24 ore. Sarebbe stato impossibile, infatti, fare in modo che tutti
i rappresentanti dei paesi che appoggiano l'iniziativa di Chavez giungessero puntuali
all'appuntamento. Dunque, domani sarà il giorno decisivo e l'ex candidata alla
vice presidenza, Clara Leticia Rojas insieme al figlio Emmanuel e alla deputata
Consuelo Gonzales, torneranno finalmente in libertà. Il piano di Chavez prevede
l'invio nella selva colombiana di alcuni elicotteri (la località è segreta e le
coordinate per raggiungerla rimarranno oscure anche ai piloti degli elicotteri)
e il prelevamento dei tre ostaggi. D'accordo con il leader bolivariano Ecuador,
Cuba, Francia, Argentina e Brasile. "Siamo in attesa di una risposta - aveva detto
ieri Chavez ai margini di una conferenza stampa - Speriamo che i nostri fratelli
Consuelo, Clara e Emmanuel possano tornare fra noi".
Dal Sudamerica. Non ci saranno solo emissari di Bogotà e di Caracas oggi nella selva colombiana.
Insieme a loro, oltre a un nutrito gruppo di giornalisti, in rappresentanza dei
paesi che hanno negoziato a livello internazionale, ci saranno anche l'ex presidente
argentino Nestor Kirchner, l'ambasciatore francese in Venezuela, Hadelin de la
Tour-du-Pin, l'ambasciatore cubano in Venezuela, German Otero e l'ex ministro
degli interni dell'Ecuador Gustavo Larrea. Il coordinamento delle operazioni sarà
in mano a Rodrigo Chacin, ex ministro degli Interni di Caracas. Quindi, oggi si
mette fine a un lungo sequestro grazie anche alla mediazione del presidente Chavez
che fino a qualche giorno fa sembrava del tutto saltata.
Era stato lo stesso leader venezuelano a dire di non voler più avere nulla a
che fare con il presidnete colombiano Alvaro Uribe che gli aveva tolto (ma a questo
punto potrebbe essersi trattato di una farsa) la possibilità di mediare con il
gruppo guerrigliero per la liberazione di Ingrid Betancourt.