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Sotto la vigilanza di centinaia di attivisti che hanno occupato il parlamento
e bloccato i lavori, i deputati thailandesi hanno approvato giovedì 20 dicembre
tre giorni prima della elezioni, una legge di Pubblica sicurezza dai contenuti
molto controversi. Mentre i militari al potere da 15 mesi avevano spacciato le
elezioni di domenica 23 come il ritorno alla democrazia, alcune organizzazioni
umanitarie denunciano la nuova legge, passata per 105 voti a 8, come il tentativo
dei militari di mantenere un ruolo perenne di controllo sulla società thai.
La legge Dispone la creazione di un comando per Operazioni di pubblica sicurezza. A capo
di questo comando, va detto, i militari mettono comunque il primo ministro eletto;
suo vice il capo delle forze armate. A questo organo ristretto “in caso di situazioni
pericolose per la sicurezza nazionale” rimane il potere di indire il coprifuoco
o limitare o impedire libertà di movimento per i funzionari pubblici. In cima
a questo, anche il potere per la polizia di detenere per sei mesi senza processo
le persone sospettate di “arrecare danni alla sicurezza dello Stato”. Una legge
giustificata con l'esigenza di controbattere alla insurrezione musulmana a Sud,
ma che parecchi commentatori hanno definito come “uno strumento per creare per
i militari uno stato dentro lo stato” ha commentato uno dei due deputati che si
è astenuto dall'approvazione del disegno di legge, Gotha Arya – I poteri conferiti
ai militari sono troppo estesi”.
Le proteste Diverse associazioni per i diritti umani, come Human Rights Watch, hanno criticato la normativa: “La corte costituzionale ha disposto la chiusura
del partito dell'ex premier Thaksin Shinawatra per 'frode elettorale'. Ma anche
così i militari stanno frodando gli elettori. Non si può andare a votare sotto
la condizione di una legge marziale, perché in questo caso il proprio voto non
viene espresso liberamente”. E le proteste non si sono limitate al campo neutrale.
Anche il nuovo partito Potere al Popolo' ha denunciato pressioni dei militari.
Questa formazione ha soppiantato Thai Rak Thai (l'amore per i Thailandesi) fondata da Thaksin Shinawatra e resa illegale in
maggio da una corte Costituzionale, così come i suoi 111 membri più in vista.
Una nota diffusa dal nuovo segretario Samak Sundaravej accusa il governo provvisorio,
denominato Consiglio di sicurezza nazionale, di aver dato istruzioni a radio,
tv e giornali controllati dallo stato di cercare notizie che screditassero gli
eredi politici di Thaksin. Il consiglio non ha dichiarato nulla riguardo la veridicità
o meno della nota ministeriale che Sundaravej ha prodotto come prova delle sue
accuse. “Appoggiando un piano per attaccare politicamente uno dei partiti in lizza”,
al Giunta militare ha violato la sua promessa di rimanere assolutamente lontana
e neutrale nella competizione elettorale”, ha dichiarato E. Pearson di Human Rights Watch Asia.Gianluca Ursini
Parole chiave: Thaksin, Partito del Potere al popolo, Thai Rak Thai, Sundaravej, Ursini