Gli indiani Sioux Lakota dicono basta. Dopo 150 anni dalla firma dei trattati
fra la popolazione nativa e il governo degli Stati Uniti, i capi della gloriosa
tribù hanno deciso di “non essere più cittadini Usa”. Il motivo? Il governo di
Washington nel corso degli anni, dicono i capi tribù, non ha rispettato i trattati
e ha fatto di tutto per “rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra
capacità di mantenere il nostro stile di vita”. Dunque, hanno aggiunto, le firme
apposte sui trattati “non sono altro “che parole senza senso su carta priva di
valore” e per questo non avrebbero validità.
Inoltre, fa sapere Russel Means, attivista nativo appartenente ai Sioux Lakota,
“non siamo più cittadini Usa e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati
del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi”. E sono previste anche delle
novità. Chi deciderà di rinunciare alla nazionalità Usa otterrà una nuova patente
di guida e un nuovo passaporto. Anche in materia fiscale, la nuova identità statale
che potrebbe nascere preannuncia novità. Infatti, i cittadini che aderiranno al
“nuovo Stato” non pagheranno tasse. La tribù dei Sioux Lakota è una delle più
gloriose del paese. Nel 1876 sconfissero con a capo Toro Seduto le truppe del
generale Custer nella famosa battaglia di Little Big Horn.