22/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Naxaliti e indipendentisti in Assam e Manipur alzano il livello dello scontro. Contro una legge di polizia
Arresti di capirivolta naxaliti. Attentati su treni e autobus di linea da parte di indipendentisti di Assam e Manipur. Evasioni di massa. Il nord est indiano riserva scenari da guerriglia urbana simili a Gaza o l'Iraq; ma reportage su questi avvenimenti non arrivano dalla “più popolosa democrazia del mondo”. Che replica dal 1958 a ogni richiesta di autonomia, con una repressione brutale legalizzata
 
la polizia dell'Assam vigila sui treni dopo gli ultimi attentatiNaxaliti Domenica 298 detenuti del carcere di Dantewada nello stato di Chhattirsgah sono evasi, su istigazione di 105 di loro, guerriglieri maoisti. I maoisti sono attivi in 15 stati indiani su 28 e in 182 distretti; una guerra che ha causato 6mila morti in 30 anni. Evasi ancora alla macchia. Diversa la storia del leader naxalita Malla Raji Reddi, (che comandava la guerriglia maoista in Kerala, Karnataka Maharashrta e Tamil Nadu), arrestato martedì dopo 30 anni da latitante. Per il premier Maonmanh Singh “un colpo durissimo inferto ai ribelli”, dopo la cattura di altri venti capi maoisti nel corso del 2007.
 
uno dei feriti sul treno per Nuova delhiAssam e Manipur Piazzano anche bombe i guerriglieri indipendentisti nel nordest del Paese. Un ordigno sul treno notturno Golaghat – Nuova Delhi è esploso in un villaggio di montagna dell'Assam, uccidendo una dozzina di persone venerdì 14 dicembre. Attentato attribuito alla guerriglia Asom Liberation front. Due giorni dopo, gli indipendentisti dell'Unfl (Fronte unito di liberazione nazionale) nel Manipur hanno piazzato una bomba sopra un bus di linea tra Lamlai e Keibi, uccidendo una decina di donne, di cui una adolescente. I ribelli indipendentisti dell'Assam hanno anche nel fine settimana assaltato una caserma di polizia a colpi di granata, uccidendo tre agenti nel distretto di Dimaja. A rivendicare l'azione, le Black Widow (Vedove nere), gruppo capeggiato da Jewel Galossa.
 
manifestazione in Kashmir contro la legge specialeLeggi speciali Ma come reagisce a queste sfide lo stato indiano? Con una legge del 1958 che dà poteri eccezionali all'esercito, tuttora in vigore e la cui applicazione viene estesa geograficamente di anno in anno. La legge, secondo gruppi umanitari come Human Rights Watch è oramai una scusa per i poliziotti verso la violenza impunita. Il governo di Singh aveva anche organizzato una Commissione per le riforme amministrative, che alla fine del suo mandato ha chiesto un mese fa al premier di revocare la legge di emergenza nazionale, Afspa. La commissione per la riforma amministrativa (Arc) ha chiesto di separare i poteri di chi ha compiti di sicurezza da quelli di chi indaga sui reati; di fissare un massimo di tre anni per la permanenza in carica dei comandanti di polizia. Babloo Loitongbam di Human Rights alert del Manipur lamenta che “da sei anni il nostro attivista Irom Sharmila fa lo sciopero della fame chiedendo l'abrogazione della legge, dopo che sette anni or sono alcuni soldati hanno ucciso dieci ragazzi a una fermata d’autobus a Moreh nel Manipur". L'attivista del Manipur Lenin Raghuvanshi denuncia come “in questo Stato spesso sia negato accesso a persone straniere o di altre province. L'informazione è controllata dal governo. I politici eletti non contano, l'amministrazione è controllata da agenzie paramilitari. La popolazione subisce discriminazioni dal 1949, quando re Budhachandra è stato costretto a ratificare l'annessione all'India. La polizia non ha poteri: un agente a Moreh è stato schiaffeggiato da un soldato perché si rifiutava di ricevere false accuse contro innocenti”.
 
attivisti kashmiri protestano contro la legge del '58Centro indiano per i Diritti umani Il direttore dell'agenzia Asian Center for Human rights, Sumas Chakma, ha spiegato a PeaceReporter perché i cittadini del Manipur e dell'Assam così come di altri stati nordorientali, non hanno molte speranze. “E' già la seconda volta che una commissione di parlamentari – era successo cinque anni fa – chiede al premier di revocare le leggi speciali di polizia. Ma in tutti e due i casi il Governo ammette di essere impotente di fronte alle esigenze dei militari.
 
Lo stato Maggiore è più forte del Governo?
“Singh lo ha detto chiaramente: le esigenze di sicurezza permettono ai militari di ribattere al Governo non può ingerirsi in queste questioni
 
Ma in uno Stato di diritto l'esercito non prende ordini dall'Esecutivo? E come può esistere una polizia senza controllo della magistratura?
“Beh, (ride forte) benvenuto nella democrazia più popolosa del mondo!”
 
E se qualcuno prova a reagire?
"Dopo l’invio dei soldati, per controllare le spinte secessioniste, la vita della popolazione è peggiorata, perché uccidono, torturano e stuprano, sicuri dell’impunità".

Ma qualcuno denuncerà pure questi soprusi ai magistrati..
“ I tribunali non possono intervenire contro l’esercito. Siamo impotenti. Soprattutto i poveri cittadini del nord est, che si sentono discriminati dal Nuova Delhi a causa di queste leggi. Ed hanno ragione”.
 

Gianluca Ursini

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