10/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nell'unico Stato buddista d'Occidente la gente fa la fame e il presidente gioca a scacchi

Kirsan Ilyumzhinov“Se mi eleggerete, darò un telefono cellulare a ogni pastore di questo paese, comprerò Maradona per la nostra nazionale di calcio e creerò attorno alla repubblica una specie di campo extrasensoriale che ci aiuterà a realizzare i nostri progetti di sviluppo”.
Con queste allucinanti promesse elettorali, e con brogli di ogni genere, lo scacchista multimiliardario Kirsan Ilyumzhinov divenne undici anni fa, all’età di 31 anni, il più giovane presidente di uno Stato sovrano: la Repubblica russa di Calmucchia, l’unica nazione buddista d’Occidente, che infatti per bandiera ha un fiore di loto.
Situata nelle desolate steppe russe della regione del Basso Volga e affacciata sul Mar Caspio, la Calmucchia è abitata, oltre che da russi, dai calmucchi, popolazione mongola discendente dai nomadi dell’Orda d’Oro di Gengis Khan giunti qui dalla Mongolia nel XVII secolo.
Si tratta di una delle regioni più povere di tutta la Federazione Russa, con un reddito medio di 50 euro mensili  e un tasso di disoccupazione che supera il novanta per cento. L’unica ricchezza del paese è rappresentata dalla lana delle pecore che pascolano nelle steppe.  

MappaSpese folli e pugno di ferro. La promessa del giovane presidente Ilyumzhinov era quello di trasformare questa arretrata terra di pastori “in un secondo Kuwait” facendo diventare la repubblica un paradiso fiscale esentasse per attirare capitali stranieri con cui finanziare un fondo per lo sviluppo del paese.
Di soldi ne sono arrivati tanti, ma sono finiti tutti nelle tasche del giovane ed eccentrico presidente e dei suoi corrotti amici finanzieri. Nulla è stato reinvestito per il bene della popolazione locale. Nemmeno i fondi federali giunti da Mosca per promuovere la produzione laniera. Ilyumzhinov li ha spesi tutti per i suoi loschi affari e per coltivare la sua passione: gli scacchi.
Quando, due anni dopo la sua elezione, Ilyumzhinov è diventato presidente della Federazione Mondiale degli Scacchi (Fide), ha speso 35 milioni di dollari per costruire nella capitale Elista una faraonica e lussuosa “Città degli Scacchi” per ospitare le olimpiadi mondiali del 1998. Una Disneyland scacchistica che oggi cade in rovina, monumento del totale disinteresse del presidente verso le misere La "Città degli Scacchi" a Elistacondizioni di vita dei suoi cittadini. Che non possono protestare, dato che ogni forma di dissenso e di opposizione è bandita. E non possono nemmeno berci sopra, dato che per decreto presidenziale gli alcolisti vengono rinchiusi in gabbie lasciate nella strada principale di Elista, esposti alla gogna del pubblico disprezzo.
Larisa Yudina, giornalista locale del quotidiano d’opposizione Sovietskaya Kalmykia Sevodnya (Calmucchia Sovietica Oggi) ha pagato con la vita la sua inchiesta sui traffici finanziari del presidente. Dopo ripetute minacce di morte, nel giugno ’98 è stata trovata morta in uno stagno alla periferia di Elista, con il cranio fratturato e ferite da taglio multiple. Per il suo assassinio, dopo un difficoltoso processo, è finito in carcere un ex assistente personale del presidente.
Nello stesso anno, Lidia Dordzhieva, attivista dell’opposizione che aveva organizzato uno sciopero della fame per denunciare l’autoritarismo del regime di Ilyumzhinov, è stata rinchiusa in una clinica psichiatrica per essere ‘rieducata’. Una volta uscita, la Dordzhieva è fuggita all’estero.

Kirsan Ilyumzhinov con Saddam Hussein Relazioni pericolose. Nella sua veste di presidente della Fide, Ilyumzhinov ha stretto poi amicizie internazionali a dir poco inquietanti.
“L’amico” Saddam Hussein, amante degli scacchi, ha ospitato il presidente calmucco a Baghdad nel 1998, pochi giorni prima che Bill Clinton scatenasse una pioggia di bombe sulla capitale irachena per distogliere l’attenzione dei media dal recente sexgate. Durante il loro incontro Ilyumzhinov aveva proposto al Raìs di tenere nella capitale irachena una futura edizione delle olimpiadi degli scacchi. Un’amicizia, questa, che a Elista ha lasciato un segno nelle centinaia di ritratti di se stesso che Ilyumzhinov, su esempio di Saddam, ha fatto affiggere in ogni angolo della città.
Ma la relazione più pericolosa, Ilyumzhinov l’ha stabilita con il nemico numero uno dei Mosca: il leader indipendentista ceceno Shamil Basayev, altro amante degli scacchi e presidente della federazione scacchistica di Grozny all’epoca in cui fu primo ministro ceceno (1997-1999). Dalla loro amicizia sarebbe nata, secondo le accuse del Cremlino, anche un’alleanza politica che ha visto Ilyumzhinov offrire sostegno alla resistenza cecena dopo lo scoppio della seconda Un villaggio di calmucchi guerra cecena (1999), con l’invio di aiuti, e la disponibilità a curare in Calmucchia i ceceni feriti e a ospitare loro campi d’addestramento militare.
Accuse che comunque, nonostante momenti di forte crisi, non hanno mai prodotto una rottura tra Ilyumzhinov e Putin, e che dopo i fatti di Beslan sembrano essere state del tutto dimenticate dal Cremlino che, pur di evitare nuovi focolai di tensioni in una regione già inquieta, ha deciso di garantire tutto il suo sostegno al regime di Ilyumzhinov. Com’è risultato evidente lo scorso 21 settembre, quando una manifestazione di piazza dell’opposizione che chiedeva le dimissioni di Ilyumzhinov è stata brutalmente dispersa dalla polizia locale con l’intervento delle forze speciali federali giunte dalle regioni vicine, con il risultato di decine di arresti e di feriti tra la folla.
Ai calmucchi, a quanto pare, non resta altro che giocare a scacchi.
In silenzio e con la pancia vuota. 

Enrico Piovesana

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