
Sei guerriglieri di Abu Sayyaf e due marines. Sarebbe
questo, secondo il generale filippino Juancho Sabban, il bilancio di dodici ore
di combattimenti avvenuti ieri tra esercito e ribelli nella zona di Tipo-Tipo,
nell'isola di Basilan. Secondo il generale, assieme ai guerriglieri di Abu
Sayyaf combattevano anche elementi del Fronte Islamico di Liberazione dei Moro
(Milf): gruppo ufficialmente in tregua con il governo e attualmente impegnato
nella ripresa dei negoziati, fermi da oltre un anno. Nella stessa zona di
Basilan lo scorso luglio, nel corso delle ricerche del missionario italiano Giancarlo
Bossi, quattordici marines erano stati uccisi in combattimento dai guerriglieri
del Milf; dieci soldati vennero poi decapitati dai ribelli di Abu Sayyaf. Allora
i ribelli del Milf ammisero di aver attaccato i marines, ma si giustificarono
affermando che i soldati erano entrati nel loro territorio senza avvertirli,
violando gli accordi del cessate il fuoco in vigore dal 2003.
La guerriglia indipendentista islamica nel sud musulmano
delle Filippine è iniziata negli Settanta e ha causato tra i centocinquanta e
i
duecentomila morti. Dopo l’11 settembre 2001, questo conflitto ha assunto una
dimensione
internazionale con l’invio di centinaia di forze speciali Usa che da allora
aiutano le forze filippine a combattere i guerriglieri di Abu Sayyaf, attivi soprattutto
nelle isole dell’arcipelago di Sulu (Basilan, Jolo e Tawi-Tawi). L’offensiva
dei marines di ieri è stata decisa dopo che i ribelli avevano sparato contro un
aereo militare statunitense che sorvolava la giungla di Basilan.