scritto per noi da
Stefano Piazza
Nonostante il Premio Nobel Desmond Tutu avesse invitato i delegati presenti a
Polokwane a non scegliere "una persona della quale la maggior parte di noi si
vergognerebbe", Jacob Zuma è il nuovo presidente dell'African National Congress:
con 2329 voti (contro i 1505 del suo avversario), il leader della "sinistra" dell'Anc
ha sconfitto il leader uscente Thabo Mbeki, mettendo così anche una seria ipoteca
sulla carica di capo dello Stato, che lo stesso Mbeki lascerà libera nel 2009.
Correnti. Il confronto tra le due correnti del partito ha fatto registrare momenti di grande
tensione, al punto da costringere la Commissione disciplinare interna a richiamare
tutti all'ordine minacciando espulsioni. Ieri, però, le votazioni si sono svolte
in un clima abbastanza tranquillo, anche se gli uomini di Mbeki, avrebbero tentato
un colpo di coda, con una campagna dell'ultimo minuto per convincere i sostenitori
del favoritissimo Zuma a votare per il leader uscente.
La netta frattura all'interno del partito, nei giorni scorsi, aveva fatto dire
a Nelson Mandela di essere "rattristato" per questa situazione senza precedenti
nell'Anc, il partito al governo dalla fine dell'apartheid, portandolo anche a
prendere le distanze dai due candidati.
Zuma. Zuma, delfino di Mbeki nel partito e nel governo, due anni fa sembrava destinato
a ereditare la guida dell'Anc senza eccessivi scossoni, poi qualcosa provocò la
frattura tra i due. Le accuse di corruzione e le altre disavventure legali di
Zuma (un processo per stupro e uno per corruzione, entrambi archiviati con due
assoluzioni più che controverse) hanno inasprito il confronto, e così il passaggio
di consegne al vice-presidente dell'Anc ha assunto i toni di una vera battaglia.
Secondo il politologo sudafricano Steven Friedman, comunque, più che uno scontro
personale, Mbeki e Zuma incarnerebbero le due differenti anime dell'Anc: una più"'classica”,
quella di Mbeki, che predilige il rispetto per la classe dirigente, sacrificando
a volte anche la dialettica interna al partito in nome dell'unità, e una più "moderna",
promossa da Zuma, che chiede un processo decisionale più vasto per coinvolgere
i movimenti di base e tutti i soggetti che compongono l'Anc. Nel 1997, questa
corrente criticò apertamente la centralizzazione del potere da parte dei dirigenti
dell'Anc.
Strategie. Il 65enne Zuma (di etnia Zulu) gode dell'appoggio della potente confederazione
sindacale Cosatu e dell'ala più di sinistra del partito, dei giovani e delle donne.
E' grazie a queste amicizie, se è riuscito a battere la concorrenza del coetaneo
Mbeki, primo presidente del dopo-Mandela, troppo legato al mondo della finanza
e dell'imprenditoria.
Entrambi erano consapevoli del fatto che, in caso di vittoria, si sarebbero trovati
ad affrontare le richieste di una popolazione insofferente per i risultati delle
politiche economiche e sociali attuate dall'Anc in 13 anni di guida del Paese.
Quale sarà la strategia di Zuma? Nonostante le critiche alla politica del suo
predecessore, giudicata troppo indulgente nei confronti dell'imprenditoria, i
mercati non hanno subito scossoni: gli operatori economici del Sudafrica attendono
le prime mosse di Zuma, prima di decidere da che parte stare.
Quello che è certo è che, con un tasso di disoccupazione ufficiosamente stimato
attorno al 40%, chi vive nelle baraccopoli sudafricane ha già da tempo esaurito
la pazienza: la Rainbow Nation sarà anche la locomotiva dell'economia africana,
grazie alla sua stabilità e a una crescita del 5% negli ultimi tre anni, ma nessuno,
tra i poveri, sembra essersene accorto.
Futuro. Secondo i suoi detrattori, Zuma porterà il Sudafrica troppo a sinistra. Nonostante
la fine dell'apartheid abbia portato alla nascita di una classe dirigenziale nera
ricca e potente, la disoccupazione e la percentuale di sudafricani che vivono
al di sotto della soglia di povertà si sono mantenute altissime e la riduzione
di queste piaghe sarà la prima sfida del suo mandato. Intanto, dopo aver liquidato
l'attacco di Tutu ricordandogli che un uomo di fede dovrebbe pregare per il suo
prossimo, il neo Presidente dell'Anc rischia di essere chiamato a rispondere di
complicità in una vicenda di corruzione per una fornitura multimiliardaria di
armi. C'è da augurarsi che abbia ragione Elen Zille, sindaco di Cape Town e sua
avversaria alle presidenziali del 2009, che ha commentato la nomina di Zuma con
un pesantissimo: "E' triste che l'Anc non sappia trovare niente di meglio".