19/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Jacob Zuma è il nuovo leader dell'Anc
scritto per noi da
Stefano Piazza
 
Nonostante il Premio Nobel Desmond Tutu avesse invitato i delegati presenti a Polokwane a non scegliere "una persona della quale la maggior parte di noi si vergognerebbe", Jacob Zuma è il nuovo presidente dell'African National Congress: con 2329 voti (contro i 1505 del suo avversario), il leader della "sinistra" dell'Anc ha sconfitto il leader uscente Thabo Mbeki, mettendo così anche una seria ipoteca sulla carica di capo dello Stato, che lo stesso Mbeki lascerà libera nel 2009.

Jacob ZumaCorrenti. Il confronto tra le due correnti del partito ha fatto registrare momenti di grande tensione, al punto da costringere la Commissione disciplinare interna a richiamare tutti all'ordine minacciando espulsioni. Ieri, però, le votazioni si sono svolte in un clima abbastanza tranquillo, anche se gli uomini di Mbeki, avrebbero tentato un colpo di coda, con una campagna dell'ultimo minuto per convincere i sostenitori del favoritissimo Zuma a votare per il leader uscente.
La netta frattura all'interno del partito, nei giorni scorsi, aveva fatto dire a Nelson Mandela di essere "rattristato" per questa situazione senza precedenti nell'Anc, il partito al governo dalla fine dell'apartheid, portandolo anche a prendere le distanze dai due candidati.

Zuma. Zuma, delfino di Mbeki nel partito e nel governo, due anni fa sembrava destinato a ereditare la guida dell'Anc senza eccessivi scossoni, poi qualcosa provocò la frattura tra i due. Le accuse di corruzione e le altre disavventure legali di Zuma (un processo per stupro e uno per corruzione, entrambi archiviati con due assoluzioni più che controverse) hanno inasprito il confronto, e così il passaggio di consegne al vice-presidente dell'Anc ha assunto i toni di una vera battaglia.
Secondo il politologo sudafricano Steven Friedman, comunque, più che uno scontro personale, Mbeki e Zuma incarnerebbero le due differenti anime dell'Anc: una più"'classica”, quella di Mbeki, che predilige il rispetto per la classe dirigente, sacrificando a volte anche la dialettica interna al partito in nome dell'unità, e una più "moderna", promossa da Zuma, che chiede un processo decisionale più vasto per coinvolgere i movimenti di base e tutti i soggetti che compongono l'Anc. Nel 1997, questa corrente criticò apertamente la centralizzazione del potere da parte dei dirigenti dell'Anc.

Thabo Mbeki saluta i suoi sostenitoriStrategie. Il 65enne Zuma (di etnia Zulu) gode dell'appoggio della potente confederazione sindacale Cosatu e dell'ala più di sinistra del partito, dei giovani e delle donne. E' grazie a queste amicizie, se è riuscito a battere la concorrenza del coetaneo Mbeki, primo presidente del dopo-Mandela, troppo legato al mondo della finanza e dell'imprenditoria.
Entrambi erano consapevoli del fatto che, in caso di vittoria, si sarebbero trovati ad affrontare le richieste di una popolazione insofferente per i risultati delle politiche economiche e sociali attuate dall'Anc in 13 anni di guida del Paese. Quale sarà la strategia di Zuma? Nonostante le critiche alla politica del suo predecessore, giudicata troppo indulgente nei confronti dell'imprenditoria, i mercati non hanno subito scossoni: gli operatori economici del Sudafrica attendono le prime mosse di Zuma, prima di decidere da che parte stare.
Quello che è certo è che, con un tasso di disoccupazione ufficiosamente stimato attorno al 40%, chi vive nelle baraccopoli sudafricane ha già da tempo esaurito la pazienza: la Rainbow Nation sarà anche la locomotiva dell'economia africana, grazie alla sua stabilità e a una crescita del 5% negli ultimi tre anni, ma nessuno, tra i poveri, sembra essersene accorto.

Futuro. Secondo i suoi detrattori, Zuma porterà il Sudafrica troppo a sinistra. Nonostante la fine dell'apartheid abbia portato alla nascita di una classe dirigenziale nera ricca e potente, la disoccupazione e la percentuale di sudafricani che vivono al di sotto della soglia di povertà si sono mantenute altissime e la riduzione di queste piaghe sarà la prima sfida del suo mandato. Intanto, dopo aver liquidato l'attacco di Tutu ricordandogli che un uomo di fede dovrebbe pregare per il suo prossimo, il neo Presidente dell'Anc rischia di essere chiamato a rispondere di complicità in una vicenda di corruzione per una fornitura multimiliardaria di armi. C'è da augurarsi che abbia ragione Elen Zille, sindaco di Cape Town e sua avversaria alle presidenziali del 2009, che ha commentato la nomina di Zuma con un pesantissimo: "E' triste che l'Anc non sappia trovare niente di meglio". 
Parole chiave: sudafrica, anc, zuma, mbeki, congresso
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Sudafrica