19/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Clara Rojas, suo figlio e Consuelo Gonzalez rilasciati in omaggio a Chavez
Guerrigliero Farc. Foto di Matt ShonfeldLe Forze armate rivoluzionarie della Colombia hanno annunciato la liberazione di Clara Rojas - rapita assieme a Ingrid Betancourt di cui era il braccio destro nella corsa alla presidenza della Repubblica - di suo figlio Emmanuel, nato tre anni fa in cattività da una relazione con un guerrigliero, e di Consuelo González, che saranno consegnati o al presidente venezuelano Hugo Chávez o a qualcuno da lui designato. Lo riferisce il Granma, giornale ufficiale cubano, che spiega come in un comunicato giunto nell'ufficio di Bogotá dell'agenzia di stampa cubana Prensa Latina, il gruppo rivoluzionario spieghi questo gesto come un atto di indennizzo per i familiari dei sequestrati, per Chávez e per la senatrice Piedad Cordoba, la cui gestione delle trattative per uno scambio umanitario è stata cancellata da Alvaro Uribe, senza ragioni sostanziali. Il testo, siglato dal Segretariato delle Farc, specifica come "l'ordine per liberarli in Colombia è già stato impartito".
 
La Francia. Parigi, alla luce dei nuovi sviluppi, si è detta speranzosa che la situazione si sblocchi e che si arrivi allo scambio integrale dei prigionieri politici in mano alle Farc con quelli in mano allo Stato colombiano. E il primo ministro, François Fillon, si è anche spinto oltre, dichiarando che la Francia è pronta ad accogliere i guerriglieri delle Farc che saranno liberati in cambio degli ostaggi.
 
Il testo. Nel comunicato di sette punti, le Farc insistono nel chiedere la smilitarizzazione di due municipi, Florida e Pradera, per un periodo di 45 giorni, in modo da concretizzare l'accordo umanitario, e ratificano la decisione di realizzarlo e di avanzare con la soluzione politica del conflitto armato. Spiegano anche come considerino improvvisata e inaccettabile la proposta del governo Uribe di una zona di incontro in cui dialogare in “luoghi inospitali, remoti e clandesitni, per 30 giorni”. Il tutto mentre, secondo le Farc, l'Alto Commissario per la Pace, Luis Carlos Restrepo, continua a minacciare il dialogo con operativi militari massicci, ratifica il suo ordine di liberare gli ostaggi militarmente e offre dollari ai guerriglieri affinché tradiscano i loro ideali.
 
Le dediche. Quindi il riferimento diretto a Hugo Chávez, che ringraziano per la sua dedizione alla causa, per il colossale sforzo come mediatore, per la buona fede e la sua solidarietà alla causa del popolo colombiano, nonché per il tempo investito nelle trattative, nonostante le sue grandi responsabilità. Secondo la guerriglia, “l'annullamento della mediazione è stato un atto di barbaria diplomatica contro il legittimo capo di Stato di un paese fratello e contro il popolo venezuelano, solidale con i solleciti venuti da Bogotá”. Infine, non poteva mancare un cenno al presidente francese Nicolas Sarkozy, ai presidentei latinoamericani solidali e “ai familiari dei prigionieri di guerra”.
Dal canto suo, Hugo Chávez ha dichiarato ieri pomereggio da Montevideo di aver ricevuto “da pochi minuti il comunicato delle Farc. Ero in allerta che potesse succedere una liberazione del genere o che le Farc ne avrebbero annunciato l'imminenza”.
 
La reazione. L'Alto Commissario per la Pace colombiano, Luis Carlos Restrepo, ha dichiarato ieri sera che il governo di Bogotà si mantiene prudente. Lo ha reso noto l'emittente radiofonica La F.M. Peraltro in passate occasioni, ha aggiunto Restrepo in una conferenza nel palazzo presidenziale, “il gruppo guerrigliero ha annunciato liberazioni di sequestrati e poi non ha mantenuto l'impegno”. Altro motivo che invita alla prudenza, ha concluso, è il fatto che né il governo colombiano né quello cubano hanno modo di verificare l'autenticità del comunicato.
 

Stella Spinelli

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