20/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Annullata la condanna del pistoleiro che ha ucciso Dorothy Stang, la suora morta per l'Amazzonia

Non c'è due senza tre. Il pistoleiro Rayfran das Neves Sales, 31 anni, accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio del febbraio 2005 ad Anapu di Dorothy Stang, la suora statunitense che ha dato la vita in difesa dell'Amazzonia brasiliana, l'ha spuntata ancora: la condanna a 27 anni di reclusione emessa il 23 ottobre di quest'anno a conferma della sentenza di primo grado del dicembre 2005, è stata annullata dal Tribunale del Pará. La ragione? Tecnica: a maggioranza è stato deciso che Rayfran, detto o Fogoió, nella sentenza di secondo grado ha subito una limitazione del suo diritto alla difesa. Quindi, tutto da rifare.

Sostenitori di Dorothy Stang a un congresso in suo onorePunti di vista. O Fogoió è reo confesso. Dice di aver agito da solo, spinto dalle continue minacce a cui suor Stang, che ha vissuto e lottato per trenta anni accanto ai più poveri della regione più povera del Brasile, lo avrebbe continuamente sottoposto. Motivo del contendere, un lembo di terra che la consorella paladina dei Senza terra voleva destinato a un progetto di sviluppo sostenibile e che Rayfran cercava di accaparrarsi. Una versione che fa acqua da ogni parte, come dimostrano le due condanne consecutive che però non sono ancora bastate per assicurare alla giustizia l'assassino di una delle suore più combattive e rispettate del paese.

sostenitore di Dorothy StangColpevoli. Una faccenda dalle tinte sempre più fosche a cui molti, però, continuano a guardare con speranza, affinché si riveli un caso esemplare di giustizia, contro l'impunità che ammorba ogni crimine legato ai grandi interessi d'Amazzonia. E con l'augurio che serva da deterrente, visti i numeri da capogiro che il Pará ci riserba: 770 morti ammazzati, in 30 anni, in conflitti per la terra.
Ad avere una condanna a tutti gli effetti sono il complice di o Fogoió, Clodoaldo Batista, condannato a 17 anni, Amair Cunha, 18 anni di prigione per aver fatto da intermediario tra i mandanti e gli esecutori, e Vitalmiro Bastos Moura, il fazendeiro condannato a 30 anni quale mandante, e che sembra stia sperando in un nuovo processo. Movente: il terreno rammentato da Rayfran, che gli hacendados volevano convertire in zona da sfruttare a proprio profitto, scavalcando quella suora cocciuta che lo difendeva strenuamente. Prezzo: 50mila reais, per assoldare i due sicari.
A piede libero, invece, l'altro presunto mandante, ancora mai sottoposto a giudizio, Regivaldo Galvao, il quale nega ogni coinvolgimento.
La tesi della difesa, infatti, la stessa per ogni personaggio coinvolto in questo omicidio, è l'assenza di un complotto, quindi di mandanti e di interessi che vadano oltre il folle gesto di un contadino 31enne.

Funerali di Dorothy Stang, con la bara avvolta nella bandiera brasiliana, nonostante fosse di origine statunitenseVerità nascoste. Ma cosa c'è, invece, dietro a tutto questo sangue, a questi giochi di potere, a questi singhiozzi della giustizia? Il Pará è uno stato al centro di una spregiudicata e violenta campagna di sviluppo, privatizzazione delle aree demaniali e distruzione della foresta amazzonica. È il luogo dove più dilagante è la piaga dei "lavoratori schiavi", usati per disboscare il polmone verde. Qui operano veri e propri eserciti di pistoleros impegnati a controllare i lavoratori, a intimidire, a uccidere chiunque si opponga. Una situazione che cresce in maniera esponenziale di anno in anno, nonostante gli sforzi del governo federale. Lo stesso ministero del Lavoro valuta che per ogni lavoratore liberato ne esistano altri tre in condizioni di schiavitù. Secondo la Commissione Pastorale della Terra (Cpt), di cui Dorothy Stang faceva parte, per ciascun lavoratore in regola con la normativa ce ne sono almeno 5 che lavorano irregolarmente, senza nessun diritto, con salari da fame.

Stella Spinelli

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