Dopo un mese di combattimenti, l’esercito pachistano ha quasi
ripreso il controllo della Valle di Swat, fino a poche settimane fa roccaforte
dei cinquemila guerriglieri filo-talebani guidati da Maulana Fazullah. Una
vittoria ottenuta a carissimo prezzo.
Almeno 400 civili
uccisi. Shaukat Salim, direttore della
Commissione
pachistana per i diritti umani (Hrcp), ha dichiarato che “gli
indiscriminati bombardamenti a cui le forze governative hanno sottoposto i
villaggi di Swat hanno ucciso almeno quattrocento civili, distrutto oltre mille
abitazioni e costretto alla fuga circa il 60 percento della popolazione locale”,
il che significa quasi un milione di persone.
Il governo di Islamabad, che nell’offensiva nello Swat ha
impiegato ventimila soldati, aviazione e artiglieria pesante, nei giorni scorsi
aveva parlato di trecento ribelli uccisi e circa novanta perdite tra i soldati,
senza fare cenno a “danni collaterali” tra i civili.
Nonostante i proclami di vittoria governativi, la situazione
nello Swat è ancora assai instabile. Il coprifuoco è ancora in vigore in tutto
il distretto e in alcuni villaggi sono ancora in corso combattimenti tra
esercito e ribelli.
Secondo diversi commentatori pachistani, più che di una
vittoria militare si tratta di una ‘tregua elettorale’ decisa da Musharraf per
non
arrivare al voto dell’8 gennaio con una guerra civile in pieno svolgimento. D’altronde,
i guerriglieri hanno subito forti perdite, ma non sono stati decimati: gli
almeno quattromila uomini di Maulana Fazullah non sono spariti nel nulla,
probabilmente si sono solo spostati qualche valle più in là in attesa della
prossima battaglia.
I talebani pachistani
si sono uniti. Nonostante la ‘pausa’ nella Valle di Swat, la guerra tra governo
pachistano e integralisti filo-talebani pashtun è ben lontana dalla sua
conclusione. Anzi, tutto porta a pensare che il conflitto nella Frontiera di nordovest
(Nwfp) e nelle Aree Tribali (Fata) sia solo all’inizio. Finora infatti i gruppi
armati pashtun hanno agito in maniera disorganizzata e localizzata, su base
tribale.
Ma negli ultimi giorni c’è stata una grossa novità: quaranta
di questi movimenti hanno deciso di unirsi dando vita al Tehrik-i-Taliban Pakistan, il Movimento dei talebani pachistani, per lanciare
una jihad coordinata contro il
governo di Musharraf e collaborare più strettamente con i talebani afgani. Alla
guida dei talebani pachistani è stato eletto Baitullah Mehsud, il più potente
emiro dei pashtun pachistani, già comandante dei talebani del Sud Waziristan (circa
30 mila uomini) e ben ammanicato sia con la rete di Al Qaeda, che secondo al stampa avrebbe partecipato alla jirga costituente del nuovo movimento attraverso
il suo uomo locale, l’arabo Abu Kasha. Pare fosse presente anche Sadiq Noor, legato
invece ai partiti politici integralisti che hanno i loro parlamentari a
Islamabad. I talebani pachistani si sono uniti non solo per coordinare le loro
azioni militari, ma anche per meglio trattare con il governo centrale e con l’esercito.