18/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Intanto i talebani pachistani si uniscono in un unico movimento
Dopo un mese di combattimenti, l’esercito pachistano ha quasi ripreso il controllo della Valle di Swat, fino a poche settimane fa roccaforte dei cinquemila guerriglieri filo-talebani guidati da Maulana Fazullah. Una vittoria ottenuta a carissimo prezzo.
 
Villaggi bombardatiAlmeno 400 civili uccisi. Shaukat Salim, direttore della Commissione pachistana per i diritti umani (Hrcp), ha dichiarato che “gli indiscriminati bombardamenti a cui le forze governative hanno sottoposto i villaggi di Swat hanno ucciso almeno quattrocento civili, distrutto oltre mille abitazioni e costretto alla fuga circa il 60 percento della popolazione locale”, il che significa quasi un milione di persone.
Il governo di Islamabad, che nell’offensiva nello Swat ha impiegato ventimila soldati, aviazione e artiglieria pesante, nei giorni scorsi aveva parlato di trecento ribelli uccisi e circa novanta perdite tra i soldati, senza fare cenno a “danni collaterali” tra i civili.
Nonostante i proclami di vittoria governativi, la situazione nello Swat è ancora assai instabile. Il coprifuoco è ancora in vigore in tutto il distretto e in alcuni villaggi sono ancora in corso combattimenti tra esercito e ribelli.
Secondo diversi commentatori pachistani, più che di una vittoria militare si tratta di una ‘tregua elettorale’ decisa da Musharraf per non arrivare al voto dell’8 gennaio con una guerra civile in pieno svolgimento. D’altronde, i guerriglieri hanno subito forti perdite, ma non sono stati decimati: gli almeno quattromila uomini di Maulana Fazullah non sono spariti nel nulla, probabilmente si sono solo spostati qualche valle più in là in attesa della prossima battaglia.
 
MappaI talebani pachistani si sono uniti. Nonostante la ‘pausa’ nella Valle di Swat, la guerra tra governo pachistano e integralisti filo-talebani pashtun è ben lontana dalla sua conclusione. Anzi, tutto porta a pensare che il conflitto nella Frontiera di nordovest (Nwfp) e nelle Aree Tribali (Fata) sia solo all’inizio. Finora infatti i gruppi armati pashtun hanno agito in maniera disorganizzata e localizzata, su base tribale.
Ma negli ultimi giorni c’è stata una grossa novità: quaranta di questi movimenti hanno deciso di unirsi dando vita al Tehrik-i-Taliban Pakistan, il Movimento dei talebani pachistani, per lanciare una jihad coordinata contro il governo di Musharraf e collaborare più strettamente con i talebani afgani. Alla guida dei talebani pachistani è stato eletto Baitullah Mehsud, il più potente emiro dei pashtun pachistani, già comandante dei talebani del Sud Waziristan (circa 30 mila uomini) e ben ammanicato sia con la rete di Al Qaeda, che secondo al stampa avrebbe partecipato alla jirga costituente del nuovo movimento attraverso il suo uomo locale, l’arabo Abu Kasha. Pare fosse presente anche Sadiq Noor, legato invece ai partiti politici integralisti che hanno i loro parlamentari a Islamabad. I talebani pachistani si sono uniti non solo per coordinare le loro azioni militari, ma anche per meglio trattare con il governo centrale e con l’esercito.   
 

Enrico Piovesana

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