E' stato annunciato oggi l'ennesimo rinvio (il nono) dell'elezione del nuovo
presidente libanese da parte del Parlamento. Il voto è stato così spostato al
22 dicembre. Maggioranza e opposizione, pur d'accordo sul nome del prossimo presidente
(che dovrebbe essere il generale Michel Suleiman), stanno ancora trattando sulla
formazione del prossimo governo e sulle modifiche costituzionali necessarie per
arrivare all'elezione di Suleiman.

Secondo la Costituzione
libanese, Suleiman non potrebbe essere eletto, ricoprendo già
un alta carica statale, ma la situazione potrebbe essere aggirata con
un emendamento della Carta fondamentale del Libano.
Un'altra
soluzione possibile è quella di applicare d'imperio gli
articoli 75 e 76 della Costituzione, che prevedono la possibilità
di procedere all'elezione diretta del Presidente, in casi particolari
di necessità, senza prima approvare emendamenti.
La
presidenza è vacante dal 24 novembre scorso, quando è
finito il mandato dell'ex presidente Emile Lahud. La sessione è
stata finora rinviata otto volte, sin dal 25 settembre scorso, poiché l'opposizione,
guidata dal movimento sciita Hezbollah, chiede un accordo ''globale''
prima di procedere all'elezione.
Una domanda che la maggioranza
anti-siriana respinge