17/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Ottime previsioni economiche in una realtà ancora segnata da enormi sacche di povertà
Le Americhe degli oppressi, degli emarginati, distese a perdita d'occhio di baracche, condizioni di vita indegne, morte per fame, criminalità e traffici illeciti. E' il volto più orribile e reale della frattura sociale e delle  grandi differenze di reddito che esistono in numerosi paesi del Continente Sud. L'ultimo documento presentato dal Cepal racconta, però, di una possibilità in più per chi ha perso, o non è mai stato fatto salire, sul treno di una vita degna.  
Per il quinto anno consecutivo, infatti, c'è un segnale di continuità nella crescita del Sud America. Un vero e proprio trend, ormai consolidato, che non risentirebbe, secondo analisti ed economisti, delle erosioni delle economie più forti, come quella statunitense, giapponese o delle dinamiche europee. I dati forniti dal Cepal (la commissione economica per America latina e Caraibi) dicono chiaramente che le ripercussioni negative nord americane sono destinate a colpire per lo più i Paesi del Centro america, mentre il Sud continuerà nella sua marcia dietro il segno 'più'.
 
Petrolio, cereali. La tendenza alla crescita registrata nel 2007, il 5,6 percento, continuerà anche per l'anno prossimo, con una stima del 4,9 percento. Qualche punto decimale in meno, ma il dato è quello di una incoraggiante continuità. Sono Argentina e Brasile le realtà che guidano la locomotiva sudamericana, oltre ai Paesi ricchi di energia, petrolio e gas che stanno vivendo un momento assai favorevole, grazie alle crisi internazionali e alle politiche sul greggio e delle fonti energetiche che hanno subito forti rincari a livello globale. Ma al di là dei settori più evidenti e più conosciuti, ci sono le nuove frontiere dei grandi capitali stranieri: il mercato dei cereali e di conseguenza i grandi accordi sottoscritti con chi è assetato di biocarburante.
 
L'opinione.Una prima analisi dei dati diffusi in questi giorni dal Cepal, indica in Argentina, Panama, Venezuela e Perù le economie più virtuose, con un ruolo consolidato per il Brasile, mentre agli ultimi posti, ma sempre con segno positivo, si incontrano Nicaragua, Repubblica Domenicana, Ecuador e Giamaica. Uno dei punti di forza del vento favorevole descritto dal rapporto del Cepal è nel capitolo degli investimenti stranieri, ben 95 miliardi di dollari. Una cifra record, scrive il Cepal, che ha permesso un'importante accumulo di riserve internazionali. 
 
Alfredo Somoza è presidente dell'Icei e attento osservatore della realtà dell'America latina
 
 
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Il lavoro. A scorrere la relazione del Cepal, ci si rende conto che uno dei fattori chiave dell'analisi è quello sul mercato del lavoro e sull'occupazione. A livello continentale sono aumentati molto più i posti di lavoro, piuttosto che i salari. Ma nonostante un aumento medio dei compensi reali dell'1,5 percento, un altro dato significativo è l'elevata crescita del consumo famigliare (+6,8 percento)legato all'aumento dei posti di lavoro e, quindi, di massa salariale e di capacità di credito al consumo: un circuito virtuoso in cui si è osservata la forte connessione fra la creazione di posti di lavoro e la crescita economica. A livello continentale la disoccupazione dovrebbe calare di pochi decimi, strappando 800mila persone da quell'enorme massa umana che vive di stratagemmi: oltre 17 milioni di persone. E qui si pone uno degli interrogativi di sostanza: un andamento così favorevole, in media, delle economie del Continente Sud avrà dei riflessi nei singoli Paesi, per quanto riguarda politiche di riduzione della diversità e sperequazione sociale? I governi, molti dei quali progressisti, saranno capaci di riavvicinare i forti contrasti sociali che caratterizzano il Latinoamerica ?
 
Ancora Alfredo Somoza, presidente dell'Icei

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Angelo Miotto

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