16/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Per Hanoi Pechino viola la propria sovranita. Il parlamento cinese fa irrita il Vietnam e agita il Mar Cinese Meridionale
Scritto per Peacereporter
da Andrea Rosa
 
Il 3 dicembre dal Ministero degli Esteri vietnamita si è espressamente riaffermata la sovranità di Hanoi sugli arcipelaghi Paracelso e Spratly. I due gruppi di isole nel Mar Cinese Meridionale – o Orientale per Hanoi - sono oggetto di disputa tra Vietnam e Cina.
 
manifestazioni ad Hanoi anticinesiDa tempo risolta La controversia sul confine di terra: nel dicembre 1999 si chiuse un contrasto trascinato dalla guerra del febbraio 1979, quando i cinesi invasero il Vietnam per “punirlo”, (parola di Deng Xiao Ping) dopo l'attacco a Pol Pot. Tuttavia, tranne il golfo del Tonchino, dove i due paesi condividono una zona comune di pesca e hanno abbozzato una linea di demarcazione, i confini marittimi restano indefiniti, così come le rispettive zone economiche, oggetto di una contesa che coinvolge tutto il sud-est asiatico. In novembre il parlamento di Pechino ha stabilito che la città di Sansha, isola di Hainan, sarà la nuova capitale amministrativa di una provincia comprendente anche Spratly e Paracelso (Nansha e Xisha per i cinesi). Questa decisione rappresenta una dichiarazione unilaterale di sovranità de facto.
Secondo il portavoce Le Dung, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Vietnam News Agency, “il Vietnam rigetta del tutto la creazione di qualsiasi amministrazione cinese comprendente i due arcipelaghi vietnamiti”. Le Dung ha detto che “un tale atto rappresenta un’invasione del territorio del Vietnam”. Aggiungendo come “esistono concrete prove storiche e sufficienti basi legali perché il Vietnam reclami la propria legittima sovranità su entrambi gli arcipelaghi di Hoang Sa (Paracelso) e Truang Sa (Spratly)”. Accuse respinte: “infondate””, secondo il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, per il quale la propria sovranità sulle isole è “indiscutibile” e l'amministrazione della nuova provincia non oltrepassa i limiti territoriali cinesi. Alle proteste ufficiali del Vietnam sono seguite quelle popolari: domenica 9 dicembre, a una settimana esatta dalle dichiarazioni di Le Dung, gruppi di vietnamiti si sono radunati davanti le sedi diplomatiche cinesi di Hanoi e Ho Chi Minh per manifestare contro la Repubblica Popolare. C'è da chiedersi quanto le proteste, piuttosto limitate, siano parte di una strategia volta a trovare nell’espressione popolare ulteriore legittimazione alle proprie rivendicazioni.
 
Nguyen Tan Duch, premier vietnamitaPer Hanoi  La decisione cinese è non conforme al diritto del mare sancito da una convenzione Onu del 1982, come ribadito anche il 10 dicembre dal rappresentante vietnamita presso l'Onu. Il comportamento di Pechino mina gli sforzi diplomatici tra i due paesi, dicono da Hanoi, perché contrario allo spirito della dichiarazione congiunta Asean-Cina del 2002, del codice di condotta per la risoluzione della disputa. Tale dichiarazione venne firmata dagli stati interessati al possesso delle isole per cercare una soluzione pacifica in ambito regionale a un confronto che aveva sfiorato lo scontro militare.
Nel 1974, approfittando della guerra in corso in Vietnam, i cinesi cacciarono dalle isole Paracelso la piccola guarnigione vietnamita e vi insediarono un proprio contingente. Nel 1988 uno scontro navale diretto causò la morte di circa 70 marinai. Poi nel '92 il parlamento cinese pubblica una mappa ufficiale e dichiara la sovranità cinese sull'80 percento delle acque del Mar Cinese Meridionale, incluso Spratly. A questa sovranita’ Pechino non rinuncia e anzi, secondo il Ministero degli Esteri, vi sarebbero “evidenti prove storiche e archeologiche” di una presenza cinese risalente al 200 a.C. per legittimarla.
 
esercitazioni militari cinesi nel mare OrientaleNon solo Vietnam e Cina Spratly viene rivendicata anche da Filippine, Malesia, Brunei e Taiwan. Tutti questi paesi, salvo Brunei, hanno piccole installazioni militari in porzione di un arcipelago costituito da innumerevoli isolotti inospitali e inabitati, ma di rilevanza globale: ricchissimo di pesce, gas e petrolio, questo mare è economicamente vitale ma soprattutto strategico per una delle rotte più importanti d'Asia. Pochi, per primi Usa e Giappone, vedono con favore le rivendicazioni di Pechino che, se soddisfatte, allargherebbero i possedimenti marittimi cinesi fino al golfo di Thailandia, a ridosso delle coste malesi e filippine. I cinesi controllerebbero così ingenti risorse naturali e un tratto di mare per il quale passa tutto il traffico diretto in estremo oriente. Soprattutto la rotta principale delle petroliere che superato stretto di Malacca e Singapore, dal medio oriente si dirigono verso il Giappone e le coste occidentali americane. La partita non si gioca dunque a livello regionale, visti gli interessi in campo; non stupisce che forze navali filippine e americane conducano ogni tanto esercitazioni congiunte a ridosso delle piccole isole, sollevando regolarmente le proteste dei vicini. Le relazioni tra Pechino e Hanoi non sono mai state idilliache; sebbene oggi si parli di maggiore cooperazione sugli scambi commerciali e accelerare il dialogo verso una soluzione duratura per il Mar Cinese meridionale, azioni eparole dei governi navigano spesso in rotta di collisione.
Hanoi estrae greggio al largo delle proprie coste meridionali. Per il Vietnam queste isole sono essenziali per ottenere le risorse energetiche di cui il paese in rapida crescita ha bisogno, e in passato aveva già irritato Pechino rilasciando concessioni nelle Spratly a diverse compagnie petrolifere occidentali e giapponesi: Mobil, Exxon, BP, Total e Mitsubishi tra le altre. Inoltre, due voci specifiche del Piano quinquennale (2006-2010) di sviluppo economico sono dedicate a “sicurezza e difesa nelle isole del Mar Orientale” e a “protezione delle isole Spratly e della zona economica esclusiva del Vietnam”. Ma anche Pechino è accusata di avervi costruito un avamposto militare e di avervi condotto esercitazioni a inzio novembre. Questo scontro è solo l'ultima testimonianza che le ambizioni Vietnamita e cinese non hanno ancora trovato un equilibrio.
 
Parole chiave: Pechino, Hanoi, mar Cinese Meridionale, Exxon
Categoria: Guerra
Luogo: Vietnam