15/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Al congresso dell'Anc Mbeki e Zuma si giocano la presidenza
scritto per noi da
Stefano Piazza
 
La decisione che i 3600 delegati dell'African National Congress, il principale partito sudafricano, dovranno prendere durante il congresso tra il 16 e il 21 dicembre, è molto più importante e complessa di quanto possa apparire a prima vista. A Polokwane sarà in gioco il futuro stesso del Sudafrica, visto che il vincitore di questa cinque giorni di intrighi e colpi bassi diventerà, quasi certamente, anche il prossimo Capo dello Stato.

Il presidente Thabo MbekiPolokwane. La campagna elettorale ha accentuato le divisioni etniche nel partito di Nelson Mandela: la maggioranza degli zulu sostiene il "progressista" Jacob Zuma, contro lo xhosa "conservatore" Thabo Mbeki, attuale numero uno dell'Anc e presidente in carica.
Il presidente Mbeki ha deciso di ricandidarsi nonostante la costituzione gli vieti di aspirare a un terzo mandato da Presidente, ma sembra ovvio che il suo vero ruolo sia quello di “testa di ponte” per la sua corrente, in modo tale da catalizzare i voti dei suoi sostenitori e influenzare la scelta del suo successore.
Il favorito rimane Jacob Zuma, l'ex vicepresidente costretto a dimettersi nel 2005 dopo una condanna per corruzione del suo consigliere finanziario. In seguito Zuma è stato assolto, tra le polemiche, da un'accusa di stupro: non negò mai il rapporto sessuale (ai danni di una nota lesbica sieropositiva), ma si dichiarò convinto che il silenzio della donna e l’ampia veste che questa indossava fossero un chiaro invito. Oggi, persino i più accaniti sostenitori di Zuma sono costretti a glissare sull’argomento, non del tutto convinti che l'immagine sia la migliore possibile per il futuro presidente.
 
Jacob ZumaFavorito. Ma Zuma, a differenza di Mbeki, considerato un politico freddo e autoritario, è dotato di un grande carisma: la gente “comune” è dalla sua parte, così come ampie fette della stampa locale. L’immagine di politico “di sinistra” sembra costruita ad arte dal suo ufficio stampa, e nonostante il problema del presunto stupro, bisogna ricordare che persino la Lega delle Donne del partito gli ha garantito il proprio sostegno.
La vittoria di Zuma appare probabile, anche se alcuni non escludono la scelta di un candidato di compromesso per evitare una spaccatura insanabile del partito.
Secondo il quotidiano Mail & Guardian, le manovre interne al partito servirebbero a cambiare il volto dell’Anc, trasformando il movimento di liberazione in una semplice formazione politica “in cui si fa carriera più per diritto ereditario che per merito”. L’African National Congress è ancora legato all’immagine di Nelson Mandela, ma il clima intorno al congresso si è fatto talmente pesante che lo stesso premio Nobel ha deciso di prendere le distanze dalla lotta al potere.

Futuro. Anche se le differenze politiche tra i due non sono enormi Zuma vorrebbe porre un freno alla povertà, intervenendo a favore delle fasce più deboli, mentre Mbeki continua a inseguire il suo sogno di “Rinascimento Africano”, favorendo gli investitori stranieri (i cinesi su tutti). Ma la ricaduta, sulla popolazione della Rainbow Nation, potrebbe essere la stessa. Il 2010 è alle porte, con l’evento mediatico più importante del pianeta: il Mondiale di calcio. Entrambi vorranno sedere accanto a Blatter, in tribuna d’onore, il giorno della finale di Johannesburg. Entrambi faranno il possibile per presentare il Paese nel miglior modo possibile, dovessero (come già accade) piegare leggi, ambiente e budget pur di ultimare in tempo i lavori. 
Parole chiave: sudafrica, anc, mbeki, zuma, congresso, mondiali
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Sudafrica