15/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



A Bali, Usa e Cina non trovano un accordo sul clima
Bali. Fumata nera al vertice sul clima organizzato dalle Nazioni Unite. Non trovando un accordo su chi dovrebbe cominciare per primo a ridurre le emissioni nocive, Stati Uniti e Cina non hanno sottoscritto nessuna intesa. Eppure la buona volontà non mancava.

Una centrale elettrica nell'IllinoisPer ridurre l'inquinamento causato dal trasporto aereo, per esempio, Washington si è offerta di spegnere ogni ora per 10 minuti, mentre sono in volo, i motori dei velivoli utilizzati per trasportare a Guantanamo i terroristi rastrellati in giro per il mondo. Ma la proposta è naufragata per l'opposizione dell'Iran, che esigeva di fare lo stesso anche con l'aereo presidenziale Air Force One.
Nel duplice tentativo di compensare “a impatto zero” le emissioni prodotte dalla mancata ratifica del Protocollo di Kyoto e di pacificare l'Iraq, la delegazione Usa a Bali ha quindi tentato un astuto colpo di scena finale: l'iniziativa “Estendere la Zona Verde”. Ossia, fare dell'Iraq la prima nazione-parco del mondo, piantando 438 miliardi e 317 milioni di alberi – uno ogni metro quadrato – nel Paese dilaniato dalla guerra. Ma anche qui non se n'è fatto niente: quando Bush si è accorto che per piantare così tanti alberi in Iraq sarebbe stato necessario invadere l'Indonesia, disboscarla e trasportare il legname via mare, il piano è stato abbandonato perché “avrebbe danneggiato la crescita economica degli Usa”. Alla fine, Washington ha salvato la faccia offrendosi di ratificare il Protocollo di Kyoto ma solo nel 2012, quando sarà ormai scaduto.

A Pechino ci si protegge dallo smog come si puòNotevoli anche le aperture cinesi sul tema dell'effetto serra. Pressata dai gruppi ambientalisti che le rimproveravano un eccessivo uso delle risorse naturali, e preoccupata dall'uscita del rapporto “Non ci sono più le mezze stagioni: a rischio l'involtino primavera”, la Cina ha proposto un innovativo modo di risparmiare energia: ritardare fino al 2032 l'installazione dei termosifoni nelle carceri del Paese. “Tanto se il pianeta si scalda, farà meno freddo”, ha spiegato un funzionario. Alle rimostranze degli altri delegati per la timidezza della proposta, la Cina ha risposto con una soluzione globale al riscaldamento del pianeta, che unisce la cultura taoista alla potenza ingegneristica del Paese: spostare l'isola di Taiwan 800 chilometri più a nord seguendo i principi del feng shui, sostiene Pechino, migliorerebbe l'equilibrio dello yin e dello yang della Terra, risolvendo una volta per tutte il problema dell'effetto serra. Ma l'opera, considerata troppo ambiziosa anche per gli standard delle infrastrutture cinesi, è stata temporaneamente accantonata. Come rimedio temporaneo Pechino pensa al piano “DalAir Lama”, che almeno migliorerebbe la qualità dell'aria nelle sue città: gigantesche condutture sotterranee raccoglierebbero nel sottosuolo le emissioni delle migliaia di centrali cinesi a carbone, per poi scaricarle all'aria aperta in Tibet.

Dmitri Medvedev e Vladimir PutinRussia. Prosegue il ritorno alla democrazia. Dopo che il presidente Putin ha nominato il direttore della Gazprom Dmitri Medvedev suo successore, Medvedev gli ha restituito il favore indicando Putin come suo favorito per il ruolo di primo ministro, a dimostrazione che la loro collaborazione è strettissima. I due leader, che già pisciano cameratescamente insieme, hanno previsto per il prossimo anno uno scambio di moglie e progettano di comprare in condivisione una dacia sul Mar Nero, da usare una settimana a testa. Per il doppio mausoleo nella Piazza Rossa, si mormora nei circoli del Cremlino, ci si sta attrezzando. 

Alessandro Ursic

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