14/12/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Approvata la nuova costituzione si attendono le prossime mosse dell'opposizione, che darà battaglia

 

Alla fine, e non senza polemiche, la nuova costituzione boliviana è stata approvata lo scorso 9 dicembre a Oruro, dove l'Assemblea Costituente si era riunita: 164 su 255 rappresentanti hanno votato le modifiche ai 411 articoli della nuova Carta.

Gli aderenti al Mas si preparano alla riunioneI fatti. Erano presenti alla riunione tutti i deputati del Mas, il partito del presidente Evo Morales, e i suoi alleati. Assenti, in polemica con la decisione di svolgere la riunione, gli aderenti a Podemos e Potere Democratico, i partiti dell'opposizione. Adesso la parola passa al referendum popolare, che dovrà ratificare la decisione presa dall'Assemblea Costituente. Polemiche e contestazioni non sono mancate. I punti di disaccordo sono sempre gli stessi. L'opposizione ha dichiarato “illegittima” la riunione e ha fatto sapere che le proteste non si fermeranno. Comunque, anche al suo interno ci sono voci contrastanti, tanto che alcuni deputati non hanno voluto boicottare la riunione e vi hanno partecipato. Le contestazioni riguardano fondamentalmente quattro punti.

La popolazione protesta I punti contestati. Secondo la nuova Costituzione sarà ridefinito il concetto di proprietà privata. Questa, infatti, potrà essere riconosciuta solo se non sarà in contrasto con “gli interessi collettivi”. La nuova Carta prevede anche che la Bolivia sia definita uno “stato pacifista”, oltre alla rieleggibilità del presidente per due mandati di cinque anni (il Mas avrebbe voluto la possibilità di rieleggere a tempo indeterminato il capo dello Stato).
Ma il punto fondamentale sul quale si è discusso e per il quale negli ultimi 16 mesi si sono verificate manifestazioni e violenze riguarda la capitale del Paese. La Bolivia, in effetti, ha per capitale Sucre, anche se è ufficialmente riconosciuta La Paz come “capitale” amministrativa. L'opposizione ha fatto di tutto affinché Sucre tornasse a essere capitale unica del Paese, senza riuscirci. In questa città, infatti, si concentrano molte delle attività economiche della Bolivia Orientale, la stessa che da Santa Cruz chiede a gran voce l’autonomia e contribuisce positivamente allo sviluppo dell'economia nazionale.
La nuova Costituzione, però, prevede anche che in territorio boliviano non siano presenti basi militari straniere, un salario minimo garantito per studenti e anziani, un referendum sull’utilizzo dei latifondi e il “diritto irrinunciabile e imprescrittibile” all'accesso al mare.

Evo MoralesL'opposizione reagisce. Morales è felice per l'approvazione della Costituzione, ma l'opposizione ha già detto che non si fermerà e continuerà la sua lotta. Dalla regione orientale, ricca, del Paese, quella maggiormente legata all'opposizione, si minaccia una “resistenza civile permanente”. Nella discussione è entrato anche il capo delle forze armate del Paese, Wilfredo Vargas, che ha accusato i leader dell'opposizione di voler far cadere con l'uso della forza il governo Morales.
Vargas è andato oltre e ha dato del “vigliacco” ai prefetti di Pando, Tarija, Beni e Chuquisaca, tutti nella cosiddetta “Nacion Camba” dell’oriente boliviano, che a suo avviso avrebbero incitato la popolazione all'uso della violenza. Non solo. Secondo Vargas, i prefetti avrebbero anche contattato le alte gerarchie militari per destabilizzare il Paese.

Alessandro Grandi

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