
Le autorità libanesi hanno arrestato quattro persone sospettate di aver preso
parte all'attentato in cui ieri mattina è stato ucciso François al-Hajj, il generale
cristiano-maronita comandante delle operazioni dell'Esercito libanese, insieme
a due guardie del corpo. Secondo alcune fonti della sicurezza di Beirut, pochi
minuti dopo l'attentato un uomo è stato fermato nella parte orientale della capitale,
vicino al luogo dove è avvenuta l'esplosione. Altre tre persone sono state catturate
ieri sera durante un raid nella città meridionale di Sidone.
Le autorità sono arrivate ai tre sospetti grazie al numero di telaio della Bmw
sotto alla quale si trovava l'ordigno confezionato con 35 chilogrammi di tritolo,
esploso al passaggio dell'auto di al-Hajj. Intanto, dai filmati delle telecamere
fisse vicino al luogo dell'attentato, le forze di sicurezza hanno scoperto che
l'auto utilizzata per l'attacco era stata abbandonata otto minuti prima del passaggio
della macchina su cui viaggiava al-Hajj. Stando a una fonte militare citata dal
quotidiano An Nahar, gli autori dell'attacco sarebbero un gruppo “più piccolo
di al Qaeda e più grande di Fatah al-Islam”, la milizia integralista che per tutta
l'estate ha combattuto contro l'esercito libanese nel campo profughi palestinesi
di Nahr el-Bared, in una battaglia costata oltre 400 morti. Le operazioni militari
erano state dirette proprio da al-Hajj.