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Una vera rivoluzione. “La decisione di sottoscrivere i patti è la conferma che il nostro Paese avrà
sempre una stretta cooperazione le Nazioni Unite” ha detto Roque, da molti anni
figura di spicco della diplomazia cubana all'estero. I protocolli, la cui firma
potrebbe avvenire entro i primi tre mesi del 2008, daranno all'isola maggiori
credenziali internazionali.
Un colpo al cerchio e uno alla botte. Sicuramente la dissidenza interna potrà storcere il naso, e forse avere dubbi,
ma di fatto la dichiarazione di Roque apre una nuova fase storica a Cuba. “Festeggiamo
il 10 dicembre – ha detto il ministro degli Esteri - giornata mondiale dei diritti
umani a testa alta”. Ma il cancelliere cubano ha fatto anche riferimento alla
figura del relatore speciale per Cuba, da anni al centro di polemiche. La decisione
delle Nazioni Unite di eliminare questo ruolo “discriminante” secondo i cubani,
ha dato un'ulteriore spinta nella decisione di firmare i patti internazionali
sui diritti umani. Ma, mentre dal ministero arrivavano notizie positive, un gruppo
di attiviste, le Damas de Blanco manifestavano contro il governo chiedendo la
liberazione dei loro mariti, considerati dissidenti pericolosi al soldo della
Cia. Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, Peacereporter, pace, guerra