stampa
invia
I talebani si sono ritirati per evitare perdite civili. Lo stesso portavoce talebano, Qari Yousef Ahmadi, ha poi ammesso che i guerriglieri
si sono ritirati dal centro abitato per evitare perdite tra la popolazione civile.
“Dopo i violenti bombardamenti aerei di questa mattina – ha detto Ahmadi – abbiamo
deciso di lasciare Musa Qala per scongiurare ulteriori perdite tra i civili”.
Haji Mohammad Rauf, residente nella città, ha riferito all’Associated Press che i talebani hanno abbandonato la città a bordo di numerosi pick-up e motociclette
attorno a mezzogiorno e che, due ore dopo, centinaia di soldati governativi e
stranieri hanno fatto il loro ingresso a Musa Qala. Altri testimoni riferiscono
che i combattimenti proseguono però fuori dall’area urbana.
A Musa Qala era stato istaurato un regime talebano. Il distretto di Musa Qala, sulle montagne dell’Helmand settentrionale, era controllato
dai guerriglieri fin dallo scorso febbraio. I guerriglieri ne avevano fatto la
loro principale base nel sud e un modello in scala ridotta di regime neotalebano.
Avevano nominato un nuovo governatore distrettuale, un nuovo sindaco e un nuovo
capo della polizia. Avevano messo in piedi corti islamiche che applicavano la
sharìa con punizioni corporali e creato una stazione radio mobile che trasmetteva ogni
mattina preghiere e proclami antigovernativi e antioccidentali. Musica e televisione
erano vietate come prima del 2001. Le scuole della zona erano state tutte chiuse
e sostituite da corsi di Corano nelle moschee, ma solo per i maschi.
Un centro economicamente e militarmente strategico. La maggior parte della popolazione di Musa Qala aveva lasciato la città già
alla fine del 2006, dopo i bombardamenti a tappeto della Nato che avevano fatto
strage di civili. Gli altri se ne erano fuggiti dopo l’arrivo dei talebani: non
perché li temessero ma per timore di nuovi bombardamenti aerei. Enrico Piovesana