Ventitrè miliardi e rotti per le spese militari. Un aumento dell'11,1 percento
rispetto alla precedente Finanziaria. Perché tale incremento, in palese contraddizione
con l'annuncio fatto in campagna elettorale dal governo Prodi?
Non solo in palese contraddizione con il programma, ma anche con la risoluzione
fatta a luglio, prima firma Finocchiaro e altri, che si impegnava a non aumentare
le spese per le armi e di considerare il tema della riconversione. Due impegni
molto chiari che sono stati disattesi. L'aumento rientra in un quadro generale
che coinvolge Stati Uniti, Russia, Cina. Tutti si armano a più non posso. Noi
cerchiamo di combattere questo orientamento da anni, e dobbiamo riscontrare che
questo governo ci ha molto deluso. Avevamo presentato degli emendamenti minimalisti,
che toglievano un po' di soldi dall'articolo 31 della Finanziaria per passarli
ai servizi sociali, nella fattispecie agli asili nido: anche su questi emendamenti,
marginali, si trattava infatti di 150 milioni, il governo non ha dato il suo assenso.
Quali sono allora le logiche che portano ad un aumento così forsennato degli
armamenti?
Abbiamo rivolto al governo più volte questa domanda, senza ottenere risposta.
Abbiamo un modello di difesa che si ispira a una politica estera sostanzialmente
di pace, che segue l'Onu, la tutela dei diritti umani. Non si capisce a cosa serva
una tale spesa, soprattutto nel settore aeronavale. La maggior parte delle nostre
missioni, a prescindere che si sia d'accordo o meno, come per il Libano, che è
una classica missione di interposizione, per la quale eravamo favorevoli, le spese
per gli armamenti riguardano strumentazioni terrestri, come ad esempio blindati
per difendere i nostri soldati, quindi armamenti leggeri. Ma i cacciabombardieri,
le portaerei Cavour, le fregate Fremm non capiamo a quale modello di difesa si
isipirino. Secondo noi sono incoerenti con le nostre linee di politica estera.
Proprio in merito a questo, il generale Fraticelli, che fu Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito, diceva: a che servono cento aerei d'attacco in più, fregate multiuso
e portaerei?
C'è da dire che Fraticelli oggi è consulente in Oto Melara, un fatto che abbiamo
denunciato spesso. Capi di Stato maggiore in pensione che entrano nei consigli
di amministrazione delle industrie degli armamenti...
Fraticelli non è il solo, l'ammiraglio Venturoni alla 'Marconi', Ferracuti dell'Aeronautica
all'Ams...
Gianni Castellaneta, ambasciatore degli Stati Uniti, è uno dei casi più vistosi,
essendo stato anche lui in Finmeccanica come vice-presiente. Ce ne sono tanti...
Quanto pesa questa lobby...?
Moltissimo, e c'è da dire che ci sono addentellati anche a livello del ministero
della Difesa. Alcuni nostri sottosegretari sembra quasi che in qualche modo partecipino
all'attività di governo come 'difensori' di Finmeccanica.
Si riferisce a Lorenzo Forcieri, che ha dato notevole impulso alla produzione
navale della Oto Melara, l'industria situata nella provincia dalla quale proviene,
La Spezia, con il contratto delle fregate multiuso Fremm, costruite in cooperazione
con la Francia?
Forcieri è il più sordo alle nostre richieste. Trova sempre giustificazioni più
o meno plausibili per opporvisi. I giudizi sui nostri emendamenti, in questa sede
di Finanziaria, li ha dati Forcieri, sia al Senato che alla Camera. E' vero che
Finmeccanica è al 30 percento azienda dello Stato, quindi con un ulteriore conflitto
di interessi, ma non produce certo un 'made in Italy' neutrale, perchè le armi
non sono neutrali. Lo scopo delle armi, specie di questi armamenti pesanti, è
uccidere. Allora, questo tipo di produzione non può certo essere indifferente
a un certo tipo di politica. Ci si nasconde dietro il tema dell'occupazione, ma
noi questo tema l'abbiamo affrontato chiaramente con i sindacati, introducendo
il tema della riconversione e chiedendo che fosse finanziata un'agenzia, un coordinamento,
che mettesse a tema la riconversione nel nostro Paese. Le spese per gli armamenti
sono in parte nel bilancio della Difesa, ma una parte molto consistente è nel
bilancio per lo Sviluppo economico. E perchè il ministero di Bersani finanzia
le armi? Le finanzia con le scuse del 'dual use' (doppio uso, ndr), dicendo: noi
finanziamo tutto quello che, in qualche modo, significa progresso tecnologico.
Ma come si fa a usare le fregate Fremm o la portaerei Cavour per andare in crociera?
Il 'dual use' è una scusa inaccettabile. Il tema della riconversione sta a monte
delle grandi scelte del disarmo europeo, ricordo Olaf Palme, Willy Brandt, invece
è stato abbandonato per una corsa al riarmo che, secondo noi, non ha nessuna giustificazione.