A Yahodhia scoppiano disordini vicino una moschea bruciata 15 anni fa; nel Gujarat induisti accusati dell'omicidio di un musulmano
di gianluca Ursini
Riaffiorano le tensioni interreligiose in India. Nell'Uttar Pradesh induisti
e musulmani si scontrano intorno una moschea bruciata 15 anni or sono, e nello
stato occidentale del Gujarat gli induisti vengono accusati di discriminare i
musulmani, in un caso giudiziario sulla morte di un attivista per mano di tre
poliziotti induisti.
Ayodhia. E' il sito più presidiato nell'intera India; lì sono scoppiati tafferugli nella
serata di giovedì 6 dicembre. Circa 2mila poliziotti nella storica città di Ayodhia
circondavano il sito dove sorgeva la moschea di Barbi, il cui rogo doloso provocò
nel 1992 incidenti e circa 2mila morti. Allora furono indicati come colpevoli
dell'incendio un gruppo d'integralisti Indu che accusavano i musulmani di aver
edificato dove sorgeva l'antico tempio indiano dedicato al dio Rama. Lo stato
d'emergenza di polizia era in vigore nello Uttar Pradesh, di cui Ayodhia è il
centro culturale; nei giorni scorsi bombe e incidenti religiosi avevano colpito
in altre località come Varanasi Lucknov e Faizabad. In serata un gruppo di militanti
del gruppo integralista Induista
Shiv Shena, che aveva circondato il sito, s'è scontrato con alcuni musulmani. Finchè non
ha caricato la polizia.
Gujarat D'ora in poi il primo ministro del Gujarat Narendra Modi dovrà moderare i toni
dei suoi comizi elettorali; soprattutto per sperare d'essere confermato alle elezioni
della prossima settimana
. Altri partiti indiani lo hanno accusato di aver virtualmente approvato una esecuzione
extragiudiziale da parte della polizia del suo stato ai danni di un militante
musulmano. Tre poliziotti lo scorso aprile erano stati accusati di aver ucciso
nel novembre 2005 Sohrabuddin Shaikh, sospettato di essere un militante del gruppo
islamico scissionista
Lashkar i Toiba, attivo nel Kashmir. Sohrabuddin era stato fermato mentre viaggiava su di un
bus con la moglie, Kausar Bi. Si scoprì in seguito che anche la moglie era morta
violentemente, e il suo cadavere bruciato per occultare le prove.
Partiti contro Il partito di Modi, il
Bharatiya Janata-fondamentalista indu– in seguito accusò Shaikh di avere preparato un attentato
mortale al politico. Il quale in un comizio di martedì nel Gujarat avrebbe detto
che dei poliziotti “possono uccidere un terrorista durante uno scontro armato”.
“Il primo ministro si è virtualmente attribuito un omicidio e ha detto di essere
legittimato ad uccidere” ha dichiarato Abishek Singhvi, portavoce del partito
del
Congresso dei Gandhi, che ha attaccato duramente Modi. Critiche feroci sono venute anche
dal partito comunista di Sitaram Yechuri, che ha giudicato “vergognose” le affermazioni.
Un comunicato degli avvocati di Stato del Gujarat ha chiesto “scuse ufficiali”
al loro premier. In Gujarat la gestione delle tensioni tra maggioranza indu e
minoranza musulmana aveva già lasciato forti dubbi cinque anni or sono, dopo la
morte di 60 pellegrini su un treno religioso incendiato. Episodio attribuito ad
estremisti islamici. Gli incidenti che ne seguirono costarono la vita a mille
musulmani.