Il presidente boliviano Evo Morales ha proposto un referendum revocatorio sul
suo mandato e su quello dei nove prefetti o governatori regionali del Paese.
“Se siamo davvero democratici ci sottoporremo alla volontà dei boliviani per
mezzo di un referendum revocatorio” ha detto Morales in una dichiarazione trasmessa
dalla televisione boliviana. Il presidente, che nei giorni scorsi ha subito attacchi
anche dagli indios che sempre ha difeso, ha fatto sapere che si impegnerà a “inviare
un progetto di legge al Congresso nazionale perchè, il più rapidamente possibile,
convochi un referendum revocatorio”.
“Se il popolo boliviano vuole che me ne vada – ha continuato il leader del Movimento
al Socialismo - non c'è nessun problema. Io sono democratico. E' il popolo che
decide chi resta e chi se ne deve andare”. Da tempo sei delle nove regioni del
Paese sono in fermento e hanno adottato forme di protesta molto forti, come gli
scioperi della fame. Il motivo delle manifestazioni è il dissenso che si è creato
intorno alla approvazione finale della nuova Costituzione voluta da Morales che
vedrà il suo atto finale il 14 dicembre prossimo. L'opposizione si è detta subito
favorevole ad un referendum e per voce di Mario Cosso, prefetto di Tarija (una
delle provincie in fermento) ha fatto sapere “E' una buona proposta che accettiamo
volentieri”.